Circumvesuviana ostaggio dei borseggiatori: turisti e pendolari vittime predestinate COMMENTA  

Circumvesuviana ostaggio dei borseggiatori: turisti e pendolari vittime predestinate COMMENTA  

Circumvesuviana
Circumvesuviana ostaggio dei borseggiatori: turisti e pendolari vittime predestinate

Una vera e propria organizzazione di borseggiatori opera all’interno della stazione di Piazza Garibaldi, derubando turisti e pendolari: la polizia è impotente.

Napoli, stazione di Piazza Garibaldi: un pomeriggio come tanti in attesa che arrivi il treno della Circumvesuviana. C’è una consistente folla di turisti e viaggiatori abituali in attesa di fare ritorno a casa, albergo o luogo d’interesse turistico.


Sono passate da poco le 16, da Napoli Porta Nolana arriva il treno diretto a Sorrento. I viaggiatori si affannano per salire sul convoglio, già abbastanza pieno. Un uomo di mezz’età, capelli bianchi, occhiali da vista esce dal treno urlando qualcosa, forse è olandese. Entra in un altro scompartimento mentre le porte stanno per chiudersi.


Si rivolge a due uomini, fa capire che rivuole il portafogli. I due cadono dalle nuvole poi uno di loro gli indica il pavimento. Come per magia è apparso il portafogli, l’uomo lo raccoglie e torna da dove era venuto. I due uomini, sulla cinquantina, scendono dal treno.


Si avvicina un uomo vestito di bianco, si lamenta con i due, dice che si trattava di un lavoro pulito, poi si siede sulla banchina, continuando a imprecare. Gli altri due si avviano verso le scale che portano all’ingresso secondario della stazione. Sostano in cima. Poco dopo li raggiunge l’uomo vestito di bianco. I tre parlottano fino all’arrivo di un altro treno, poi si muovono per cercare di derubare qualcun altro.

L'articolo prosegue subito dopo


I borseggiatori agiscono come un’organizzazione strutturata

Parlo con un uomo, è un dipendente della circumvesuviana. La mia fonte dimostra di conoscere molto bene la situazione e mi fornisce informazioni interessanti. L’azienda (EAV) conosce bene il problema: il fenomeno è stato studiato e osservato a lungo, anche con l’ausilio delle telecamere di videosorveglianza. Il quadro che è emerso è sconcertante.

Il mio interlocutore spiega che non si tratta di semplici borseggiatori: dice che si tratta di una vera e propria organizzazione strutturata. Agiscono in gruppi di quattro o cinque, distribuiti strategicamente tra i due livelli della stazione. Se arriva la polizia, un palo avverte i complici che si dileguano rapidamente, confondendosi tra i viaggiatori.

Le forze dell’ordine sono a conoscenza del problema, qualcuno è stato anche arrestato ma polizia e carabinieri possono fare ben poco in assenza di flagranza di reato. Gli uomini e i mezzi sono pochi per controllare il territorio. Per un periodo sono stati impiegati anche i militari, poi sono stati destinati altrove. La Circumvesuviana, in passato, utilizzato guardie giurate ma i problemi di bilancio hanno costretto a operare un taglio in questo senso.

Il mio interlocutore mi spiega come colpiscono i borseggiatori:

Un paio di loro si fermano davanti alla porta del treno, facendo un blocco. È in quel momento che interviene il complice che si posizione dietro la vittima e, favorito dalla calca e dalla confusione, sfila il portafogli per posi passarlo a un altro complice. Quasi sempre i colpi vanno a buon fine.

Nel raccontarmi la dinamica, il mio interlocutore appare arrendevole, come se avesse accettato il fatto che contrastare questi delinquenti è impossibile e aggiunge che qualcuno di questi loschi individui che si aggirano per la stazione di Piazza Garibaldi, non si fa problemi a minacciare chi si mette sulla loro strada.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*