Cisgiordania, nuovi attentati a Hebron

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Cisgiordania, nuovi attentati a Hebron

Ancora vittime in Cisgiordania, dove ormai il bilancio dei morti è spaventoso.

Secondo le fonti ufficiali di Israele, ieri un cittadino palestinese avrebbe investito di proposito due israeliani. È accaduto presso la cittadina di Halhul, pochi chilometri a nord di Hebron, in Cisgiordania. Non si conoscono ancora con precisione le generalità degli uomini investiti, ma sembra che uno dei due fosse una guardia di frontiera, 20 anni di età. La prima ricostruzione ha favorito l’ipotesi di un vero e proprio attentato, confermata dalla immediata reazione della polizia israeliana, che sarebbe intervenuta uccidendo l’autista. Gli israeliani investiti sarebbero invece rimasti feriti, ma comunque sopravvissuti, anche se risulta che uno dei due sarebbe tuttora ricoverato presso lo Shaare Zedek Medical Center di Gerusalemme e si troverebbe in condizioni molto gravi.

Il susseguirsi di episodi di violenza, per i quali ormai la cadenza quotidiana sembra irrinunciabile, sta provocando una situazione generale molto caotica in diverse zone, inclusa quella di Gerusalemme, ma gli organi politici ufficiali non paiono intenzionati a intavolare una trattativa che possa sfociare in una risoluzione pacifica e, soprattutto, nella cessazione immediata delle ostilità.

Certo è che la trattativa non può avere grossi margini di manovra, né da una parte né dall’altra. Come ha dichiarato di recente il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, le ostilità devono essere interrotte subito, lasciando intendere che da questa situazione nessuno può pensare di avere qualcosa da guadagnare. L’intervento, nelle scorse settimane, del segretario di stato USA John Kerry non ha purtroppo raggiunto alcun obiettivo nel calmierare la situazione o favorire l’avvio delle trattative, quindi, al momento, dal punto di vista diplomatico, non si intravedono soluzioni, almeno a breve termine. Il rischio principale e aggiuntivo rispetto al passato è che le ostilità fra palestinesi e israeliani possano favorire l’entrata in scena di gruppi legati all’Isis, che nel caos generale potrebbero trovare l’unico modo per mettere piede in Israele, con conseguenze che potrebbero essere devastanti.

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