Città sommersa nel Golfo di Napoli: l'Atlantide del Mediterraneo

Città sommersa nel Golfo di Napoli: l’Atlantide del Mediterraneo

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Città sommersa nel Golfo di Napoli: l’Atlantide del Mediterraneo

Nel Napoletano
Il Parco sommerso di Baia

La città sommersa di età imperiale romana che si trova nel Golfo di Napoli, inserita nel cosiddetto Parco sommerso di Baia. La sua storia legata almeno due imperatori e le sue caratteristiche.

Storia e caratteristiche del luogo

Nel Golfo di Napoli c’è una città sommersa inserita nel cosiddetto Parco sommerso di Baia. E’ stata creata nel 2002 dal ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e di quello per i beni e le attività culturali ed e con un altro parco sommerso vicino, quello di Gaiola, è un eccezionale esempio di protezione archeologica e naturalistica dei fondali marini, specialmente in area mediterranea.

Statua del parco

La gestione del Parco sommerso di Baia è legata sulla terra ferma e legata a quella dei Campi Flegrei ed è sotto la tutela della Regione Campania. Provvisoriamente della soprintendenza archeologica di Napoli, il Ministero dell’ambiente e del territorio ha il compito di trovare per questo luogo così affascinante un gestore definitivo.

Mosaico nel parco

L’area in cui il parco è situato, è stata interessata dal fenomeno di origine vulcanica del bradisismo, che negli ultimi 2.000 anni circa ne ha provocato l’inabissamento. Eppure, nel I secolo a.C., l’intera zona costiera a nord della città partenopea era molto rinomata e frequentata per via del clima e della presenza di una lussuosa villa, il Pausilypon, che diede il nome al Promontorio di Posillipo, e venne fatta erigere dal cavaliere Publio Vedio Pollione, il quale apparteneva ad una famiglia di liberti – schiavi liberati – e si distinse nel servire Augusto.

Pollione, che morì nel 15 a.C., un anno prima dell’imperatore – diede in eredità proprio a lui tutti i suoi beni, incluso il Pausylipon. L’importanza di questa villa è data anche dal fatto che si disse che qui avvenne l’ultimo atto della congiura contro Nerone nel 68 d.C.

Statua negli abissi

Tra le meraviglie archeologiche inabissate del Parco sommerso di Baia si trovano il ninfeo di Punta Epitaffio, una sorta di sala per banchetti che risale al periodo dell’imperatore Claudio (1 agosto 10 a.C. Cristo, Lugdunum – 13 ottobre 54 d. C. Roma). L’ambiente è stato ricostruito al Museo archeologico dei Campi Flegrei, dove ora si trovano le statue del sovrano che si trovavano nella villa del suo liberto. Inoltre nei fondali marini si trovano i due porti commerciali romani di Lacus Baianus e Portus Julius. Più a nord si trovava un altro porto, quello di Campo Miseno, dove era tenuta la flotta imperiale romana.

Nonostante il loro inabissamento, a circa 5 metri sotto il livello del mare – regalando anche da questo punto di vista uno spettacolo mozzafiato -, le statue, i mosaici, gli affreschi, le sculture, le colonne e persino tratti di strada sono molto ben conservati.

Il Parco sommerso di Baia si può considerare una piccola Atlantide del Mediterraneo, riconosciuta per il suo valore archeologico sia in Italia che in Europa.

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