Serie B, caso black out: la Corte Federale accoglie il ricorso del Padova

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Serie B, caso black out: la Corte Federale accoglie il ricorso del Padova

Ennesimo ribaltone nel campionato di Serie B che tra rinvii, posticipi e recuperi post-datati si avvia a diventare sempre più falsato. L’ultimo colpo di scena è l’accoglimento del ricorso del Padova avverso alla sconfitta per 0-3 a tavolino contro il Torino decretata lo scorso 15 marzo dalla Corte Federale dopo la sospensione a più riprese causa black out della partita disputata il 3 dicembre 2011, fino al 75’, con gli ultimi 15’ recuperati il 14 dicembre. Ristabilito quindi l’1-0 maturato sul campo per il gol di Ruopolo ad inizio ripresa. Un esito clamoroso che ridisegna la classifica, facendo scendere da quattro ad uno i punti di vantaggio del Torino sul Verona secondo e rilanciando le ambizioni di playoff del Padova. A discutere sono anche le modalità: dopo una lunghissima discussione in Camera di Consiglio si è deciso infatti di pubblicare il dispositivo della sentenza senza le motivazioni, che verranno rese note solo nei prossimi giorni lasciando così avvolte nel mistero le ragioni di un ribaltone che comunque sembra andare contro il regolamento.

Il giudizio è comunque definitivo perchè secondo l’articolo 80 comma 3 del regolamento della Figc il Tnas non può entrare nel merito della vicenda. Si crea quindi un pericoloso precedente: chiunque d’ora in poi potrà spegnere artatamente le luci di uno stadio senza che la partita ne risulti condizionata.

Ma nell’attesa di scoprire i perchè si può fare qualche deduzione ricollegandosi alle motivazioni del ricorso del Padova. La società del presidente Cestaro si era attaccata ad un cavillo “familiare” ritenendo che il giudice sportivo Gianfranco Valente sia “non imparziale” in quanto cugino di secondo grado della moglie del presidente del Torino Urbano Cairo. Insomma un conflitto d’interessi, e neppure il più grave che la storia recente del paese abbia dovuto fronteggiare, rischia di riscrivere la storia del campionato. Il Giudice aveva punito il club veneto per responsabilità oggettiva dal momento che l’addetto all’impianto d’illuminazione dell’Euganeo si era ostinato a tentare di riparare l’impianto di illuminazione centrale invece di azionare quello di emergenza, come apertamente scritto sul regolamento.

Sarà questa la vera motivazione dell’accoglimento del ricorso? Forse, ma nell’attesa è meglio non dimenticare che in questa storia hanno sbagliato tutti, compreso il Torino che presentò un primo ricorso tecnicamente non valido perchè sprovvisto della necessaria riserva scritta del capitano. La società granata, va da sé, ha preannunciato ricorso al Tnas ma il rischio è quello di sforare abbondantemente oltre la fine del campionato o comunque ben oltre la partita di ritorno in programma lunedì 7 maggio. Tutto normale?

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