Claudio Sacchetto chiede lo stato di calamità naturale per il Piemonte COMMENTA  

Claudio Sacchetto chiede lo stato di calamità naturale per il Piemonte COMMENTA  

Le estreme temperature registrate negli ultimi giorni, specie nel periodo notturno, allarmano non poco l’intero mondo agricolo piemontese. Non solo difficoltà attuali legate ai molteplici turni degli agricoltori finalizzati al riscaldamento delle colture e alla cura straordinaria riservata ai capi di bestiame, ma anche -e soprattutto- una seria e fondata preoccupazione per il raccolto dei prossimi mesi.

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Ad essere particolarmente colpite sono state le piante da frutta del Cuneese, dove il termometro ha registrato temperature ben al di sotto dei 20°C sotto lo zero.

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A destare maggiore apprensione sono le piantagioni di kiwi, pesche, albicocche, le colture orticole nonché, nello specifico, le piante giovani e le viti da vivaio. Le precauzioni degli agricoltori sono state applicate al massimo delle possibilità, ma l’eccezionalità del freddo potrebbe rendere vane, almeno in parte, le cautele impiegate.

L’Assessorato Regionale all’Agricoltura ha inviato oggi una lettera a tutti gli enti delegati del territorio con il fine di avviare un’azione coordinata di controllo della situazione e monitoraggio dell’evoluzione dei disagi di una perturbazione climatica eccezionale tuttora in corso. La raccolta dati e il coinvolgimento del territorio saranno utili per determinare l’entità dei danni conseguenti le bassissime temperature e, inoltre, avviare l’iter per la richiesta dello stato di calamità naturale con il fine di far fronte ai possibili danni.

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L’ Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto ha dichiarato: “La situazione, date le temperature, ha subito destato preoccupazione. L’entità del danno potrà essere compresa con maggiore certezza solo nel corso delle prossime settimane, adesso è difficile capire se effettivamente le piante abbiano sofferto il gelo estremo e soprattutto, se siano compromesse del tutto. Non abbiamo dati storici di situazioni climatiche simili ai quali fare riferimento per elaborare previsioni attendibili, possiamo dire che temperature così rigide comporteranno indubbiamente conseguenze negative ai produttori.
Di qui la volontà della Regione Piemonte, in particolare dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura, di analizzare con costanza e attenzione l’evolversi del quadro globale, avvalendosi della preziosa collaborazione degli enti territoriali e delle organizzazioni agricole, valutare la situazione e di avviare l’iter in modo repentino per la richiesta dello stato di calamità naturale al Governo. Quel che era nelle possibilità degli agricoltori è stato fatto, adesso tocca alle istituzioni nazionali”.

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