Clochard bruciato vivo: confessa l’assassino, parlano ex moglie e figlie

Cronaca

Clochard bruciato vivo: confessa l’assassino, parlano ex moglie e figlie

Ha confessato l’assassino del clochard bruciato vivo nella notte dell’11 marzo mentre dormiva sotto un portico all’interno della missione San Francesco in piazza Cappuccini a Palermo. Si tratta di Giuseppe Pecoraro, benzinaio, arrestato nelle scorse ore dalle forze dell’ordine (vedi il video) dopo la confessione shock. Accecato dalla gelosia ha dato alle fiamme il clochard dopo averlo cosparso di benzina; la confessione è arrivata dopo che per ore è stato messo sotto torchio e nel corso dell’interrogatorio ha ammesso le sue colpe e si trova ora in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario. Nelle ultime ore l’ex moglie e le due figlie del clochard hanno parlato pubblicamente per la prima volta raccontando di averli visto pochi giorni fa e che non aveva mai detto loro che dormisse in casa: “raccontava che lo ospitavano degli amici. Tante volte abbiamo provato a farlo tornare a casa, ma non voleva più”. Una delle figlie, 17 anni, ha aggiunto parlando a Il Corriere della Sera: “Mio padre era buono, cantava con noi.

Chi l’ha bruciato è un mostro. Neanche la mafia uccide così”.

L’ex moglie Jolanda ha poi aggiunto: “Da qualche tempo si era preso il vizio — piange Jolanda —. Cattive compagnie lo avevano portato a drogarsi e io ho fatto di tutto per aiutarlo a smettere. Poi, però, mi sono arresa e l’ho lasciato. Perché Marcello a quel punto era cambiato, non era più l’uomo scherzoso, solare, buono che conoscevo, era diventato distaccato, quasi menefreghista. E io non reggevo più”.

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