Clochard bruciato vivo: Pecoraro non si è pentito

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Clochard bruciato vivo: Pecoraro non si è pentito

In seguito all’episodio del clochard bruciato vivo, Pecoraro, il responsabile di quanto successo, non si è pentito del gesto fatto.

Gli avvocati, per quanto riguarda la sentenza su Pecoraro, ritenuto responsabile del clochard arso vivo, pensano di chiedere una perizia psichiatrica sull’uomo in quanto secondo loro sarebbe affetto da qualche grave disturbo mentale e non prenderebbe neanche più i farmaci. Attendono di parlare con la famiglia per saperne di più e capire come muoversi.

Dopo vari rifiuti e bugie, Pecoraro ha ammesso la sua colpa, ha ammesso di aver dato fuoco al clochard, uccidendolo. Oggi è prevista l‘udienza per convalidare il fermo dell’uomo, anche se l’uomo non è detto che risponda alle domande in quanto preferirebbe il silenzio. Il suo avvocato dice che «Era in uno stato di confusione totale. C’è parso che non fosse assolutamente in grado di capire cosa gli stesse accadendo».

Gli investigatori non hanno dubbi e pensano che Pecoraro abbia agito per gelosia in quanto si pensa che il clochard avesse una relazione con la ex moglie di Pecoraro, anche perché alcuni pare lo abbiano visto litigare con l’uomo.

Secondo gli investigatori, il movente sarebbe passionale e avrebbe portato Pecoraro a munirsi di liquido infiammabile per poi spargerlo sul corpo del clochard.

Intanto le indagini proseguono e si pensa che Pecoraro non abbia agito da solo, ma ci sia stato qualcuno che lo ha aiutato.

Nel frattempo, le informazioni che si raccoglieranno oggi e nei prossimi giorni faranno luce sulla vicenda.

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