Cohousing e condomini solidali: la forza della condivisione

Modena

Cohousing e condomini solidali: la forza della condivisione

Condominio come sinonimo di guerra psicologica e non solo? Riunioni sempre più simili ad una noiosa enunciazione di rivendicazioni, presunti soprusi, minacce di ritorsioni? Infiniti giri di chiave nella serratura che, oltre a tenere lontano gli intrusi, ci isolano dagli altri? Beh, sappiate che un altro vicinato è possibile.
E’ del 2007 il libro/dvd “ Cohousing e condomini solidali”, edito da AAM Terra Nuova, a cura di Matthew Lietaert: il sottotitolo è particolarmente illuminante, poiché recita “ Guida pratica alle nuove forme di vicinato e vita in comune”. Il volume, diviso in quattro sezioni, raccoglia diverse esperienze provenienti da paesi dove il fenomeno è ben radicato. Ma cos’è il cohousing e come si applica alla vita di ogni giorno? Il perno di tutto è rappresentato dal motto “usare, non possedere”: l’automobile comune, la creazione di spazi dove l’uso degli elettrodomestici non è più frazionato e moltiplicato per ogni singola unità abitativa, i micronidi che consentono un risparmio che arriva fino al 70%, sono solo alcune delle opportunità offerte da questo nuovo stile di vita, dotato di caratteristiche uniche ma anche di tratti comuni a tutte le esperienze.

PROGETTAZIONE PARTECIPATA.
I progetti abitativi sono condivisi e discussi sin dall’inizio.

Parte da qui l’analisi delle esigenze e le problematiche relative alla gestione dei servizi.

VICINATO ELETTIVO.
Fondamentale l’aspetto della libera scelta dei componenti del gruppo: si ci mette insieme perché si ha la stessa visione del mondo e si crede alla forza delle piccole, grandi cose.

COMUNITA’ NON IDEOLOGICA.
Alla base del cohousing non troviamo vincoli religiosi o sociali. Altrettanto libera è l’uscita dall’esperienza, quindi.

GESTIONE LOCALE.
Si torna a mettere l’accento sulla gestione diretta dei cohousers, che sono chiamati ad organizzare lavori di manutenzione, raccolta differenziata e utilizzo degli spazi comuni.

STRUTTURA NON GERARCHICA.
Le responsabilità e i ruoli di riferimento sono ripartiti in base agli interessi e alle competenze, ma nessuno esercita maggiore autorità di altri. Si decide attraverso un consenso comune.

SICUREZZA.
Aspetto di grande interesse, per le forme di socializzazione che offre e che spinge alla collaborazione. Viene favorita la crescita dei bambini e la protezione delle persone più anziane.

DESIGN E SPAZI SOCIALI.
Gli spazi vengono studiati per favorire l’incontro tra le persone e la costruzione di un senso d’appartenenza.

In pratica, sono gli ambienti ad adattarsi agli individui e non viceversa.

SERVIZI A VALORE AGGIUNTO.
La filosofia del cohousing può essere applicata anche se non si condivide lo spazio abitativo, e permette un miglioramento delle condizioni di vita, visto che si può ottenere accesso a servizi e prodotti spesso troppo costosi per il singolo.

PRIVACY.
Il cohousing permette di unire gli sforzi comuni ( anche quelli economici ) relativi a spazi ed attività, mentre si mantiene la propria area di autonomia riguardo l’abitazione e i ritmi di vita.

BENEFICI ECONOMICI.
Non sono solo gli importi delle bollette a risentire positivamente del regime di condivisione, perché si riduce il ricorso a servizi esterni e il costo dei prodotti, che vengono acquistati in collettività.

A questo punto, possiamo affermare che il cohousing e i condomini sociali rappresentano la soluzione di tutti i problemi? Sappiamo già che non è così. Ma certo è una delle risposte possibili, nell’intento di recuperare il contatto con le persone e il senso profondo del tempo, impiegato a lavorare un po’ per tutti e non più solo per se stessi. Forse si può davvero trasformare un momento di difficoltà come questo, con lo spauracchio della crisi ad agitare le nostre notti, in un’opportunità per uscire dalla solitudine e dalla paura di non farcela.

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