Coldiretti: dal Ministero dell’Ambiente accolte le richieste di sburocratizzazione sulle strutture di essicazione COMMENTA  

Coldiretti: dal Ministero dell’Ambiente accolte le richieste di sburocratizzazione sulle strutture di essicazione COMMENTA  

Con la legge di conversione del decreto legge 21 giugno 2013 n. 69, è stato approvato l’esonero dall’obbligo di autorizzazione per le emissioni in atmosfera di alcuni impianti di grande interesse per il settore agricolo.

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“Finalmente il lungo impegno sindacale portato avanti dalla nostra Organizzazione – afferma Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte – ha prodotto i risultati auspicati, evitando ad un numero rilevante di aziende, significativi costi e oneri burocratici che viceversa si sarebbero dovuti sostenere per la sostituzione o l’adeguamento degli impianti”.

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Sull’argomento interviene anche Bruno Rivarossa, direttore di Coldiretti Piemonte, osservando come “Sia stata ampiamente riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente la tesi sempre sostenuta da Coldiretti, secondo la quale gli impianti di essicazione dei prodotti agricoli, cereali in particolar modo, siano scarsamente significativi per le immissioni in atmosfera.”
Nel testo normativo, che contiene disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia, l’articolo di riferimento è il 41 – ter che reca “norme ambientali per gli impianti ad inquinamento scarsamente significativo”.

“Nello specifico – precisa il vice direttore di Coldiretti Piemonte Marco Girò – sono stati inseriti tra gli impianti ad inquinamento scarsamente significativo, come tali non soggetti all’obbligo di autorizzazione alle emissioni in atmosfera, le seguenti attrezzature ed attività: i silos per i materiali vegetali; gli impianti di essiccazione di materiali vegetali impiegati da imprese agricole o a servizio delle stesse con potenza termica nominale, per corpo essiccante, uguale o inferiore a 3MW se alimentate a metano o a GPL o a biogas; gli impianti di essiccazione di materiali vegetali impiegati da imprese agricole o a servizio delle stesse con potenza termica nominale, per corpo essiccante, uguale o inferiore a 1MW se alimentate a biomasse o a biodiesel o a gasolio come tale, o in emulsione col biodiesel; le cantine che trasformano fino a 600 tonnellate l’anno di uva, nonché gli stabilimenti di produzione di aceto o altre bevande fermentate, con una produzione annua di 250 ettolitri per i distillati e di 1.000 ettolitri per gli altri prodotti.

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Conclude Franco Parola responsabile del servizio ambiente di Coldiretti Piemonte: “Tutti gli impianti di essicazione di materiali vegetali impiegati da imprese agricole o a servizio delle stesse e gli stabilimenti di produzione di vino o bevande fermentate, non ricompresi tra quelli menzionati dal decreto, sono comunque soggetti al regime semplificato dell’autorizzazione generale. Sono comunque sempre escluse, indipendentemente dalla produzione annua, le fasi di fermentazione, movimentazione, travaso, addizione, trattamento meccanico, miscelazione, confezionamento e stoccaggio delle materie prime e dei residui effettuate negli stabilimenti elencati e i frantoi”.

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