Coldiretti Novara Vco: “A Novara la filiera italiana del riso”

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Coldiretti Novara Vco: “A Novara la filiera italiana del riso”

Novara Vco – “Da oggi, finalmente possiamo dire che la filiera Made in Italy del riso esiste”. A tenerla a battesimo è stata la Coldiretti, davanti ad una platea di oltre 200 persone e numerose autorità intervenute lunedì 12 marzo a Novara al convegno su “Il Made in Italy nel Riso”. Il progetto che si concretizza è quello di una struttura fortemente innovativa, che nasce dalla Società di Scopo sui cereali voluta da Coldiretti e si traduce operativamente nella “Filiera Italiana Riso Sca Spa”, realtà che si propone di restituire dignità piena e potere contrattuale ai produttori di riso, ovvero ai protagonisti autentici di quella che è un’autentica economia reale nel settore primario.
In tanti erano presenti a seguire i lavori: c’era, soprattutto, la grande maggioranza di imprenditori risicoli, aderenti a Coldiretti e non solo, oltre a rappresentanti del mondo istituzionale ed economico.
Tra i rappresentanti delle istituzioni, il sindaco di Novara Andrea Ballarè, l’assessore provinciale all’agricoltura Marzio Liuni (con i dirigenti del Settore Agricoltura Antonio Pogliani e Lidia Papandrea), il presidente di Coldiretti Vercelli Paolo Dellarole, il presidente del Consorzio Agrario di Novara e Vco Giuseppe Locatelli, il segretario generale della Camera di Commercio Cristina d’Ercole, il presidente della Fondazione Agraria Novarese Paola Battioli e Silvano Bertini, presidente dell’Associazione provinciale laureati in Scienze Agrarie e Forestali.
Dopo il saluto del presidente di Coldiretti Novara-Vco e Piemonte e della Camera di Commercio di Novara Paolo Rovellotti e l’introduzione del direttore Gian Carlo Ramella, il convegno è iniziato tracciando la “situazione attuale” del comparto risicolo italiano, alle prese con una Politica Agricola Comunitaria in fluida evoluzione.
In sintesi, come ha ricordato il dottor Paolo Abballe – responsabile economico Coldiretti per il settore riso – potrebbe esservi una contrazione dell’aiuto Pac mentre si rende necessario avviare un sistema di contrattazione che riconosca il giusto valore della produzione nazionale.
I principi chiave della Società di Scopo valgono ad essere garanzia di una rintracciabilità di filiera che giunge sino al consumatore finale: trasparenza, garanzie, correttezza, affidabilità e risultati economici.
Dal punto di vista commerciale e di mercato, sarà di strategica importanza individuare un giusto percorso di confronto con la realtà industriale risiera e la distribuzione.
L’avvio operativo di una società di scopo tra produttori, rappresenta un’opportunità interessante che consente alle imprese agricole di concentrare, valorizzare, promuovere e commercializzare le proprie produzioni, garantendo identificazione e rintracciabilità in etichetta.

E’ un modo di agire innovativo, che applica criteri di democrazia e trasparenza.
Da questo principio nasce la volontà di riconoscere il ruolo importante delle oltre 100 realtà trasformatrici risiere di carattere artigianale, che però lavorano attualmente solo il 30% del prodotto disponibile (il 70% della quota è invece lavorato dalle industrie di più grandi dimensioni, ma che in Italia sono solo una quarantina).

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