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Colpo di stato contro la Grecia, parlamento greco spaccato

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Colpo di stato contro la Grecia, parlamento greco spaccato

Le condizioni dettate dai creditori sono state accettate dal primo ministro ellenico Alexis Tsipras, ma il piano anti Grexit deve comunque essere approvato dal parlamento greco.

La maggioranza con cui era passata la manovra da 12 miliardi in 2 anni portata sul tavolo dei negoziati e bocciata dall’Europa era instabile e risicata. Tsipras aveva dovuto ricorrere, in parte, ai voti dell’opposizione, fornendo un ulteriore tassello al clima di sfiducia lamentato, fra gli altri, dalla Cancelliera Angela Merkel.

Ora però, la situazione potrebbe finire fuori controllo.

L’impressione è che l’Europa abbia voluto, sotto la spinta della Germania, dare una lezione ad Atene e quest’ultima potrebbe reagire di conseguenza.

L’ala più radicale di Syriza, il partito di governo, ha già annunciato di non avere intenzione di approvare il piano europeo, così come il partito dei Greci Indipendenti (Anel), alleato di governo, che, per bocca del suo rappresentante e ministro della difesa Panos Kammenos, ha fornito una lettura molto chiara della situazione: “L’accordo parla di trasferire a un fondo esterno beni pubblici per il valore di 50 miliardi di euro, di modifiche alla legge che includono la confisca delle case….Non possiamo concordare con questo.

Il premier ha dovuto subire un colpo di stato, un ricatto per cui il sistema bancario sarebbe collassato e ci sarebbe stato un taglio sui depositi. Non poteva fare altro di fronte a questo dilemma”.

Fra annunci di scioperi e manifestazioni, il clima politico in Grecia rischia davvero di surriscaldarsi. Intanto, le banche resteranno chiuse fino al prossimo mercoledì 15 luglio compreso.

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