Coltivazione Idroponica, come coltivare in casa senza terra

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Coltivazione Idroponica, come coltivare in casa senza terra

Nel corso dei secoli, l’uomo ha sviluppato diversi metodi di coltivazione, al fine di potersi adattare in ogni ambiente in cui si stabiliva. Alcuni metodi escludono l’utilizzo del suolo terrestre come base di coltivazione, tra questi, un metodo ben noto è quello che comunemente viene chiamato idrocoltura. Il nome tecnico di questo sistema di coltivazione è però quello di coltura idroponica.

La tecnica di coltura idroponica consiste nella sostituzione della terra con un substrato inerte e traspirante. In un sistema Idroponico le piante crescono fuori dal terreno, in un contesto interamente regolato e prive di parassiti e malattie provenienti da questo. Attraverso il controllo dei parametri ambientali (luce, nutrimenti, temperatura, pH e conducibilità) si ottengono risultati molto superiori alle coltivazioni tradizionali senza dover usare antiparassitari che spesso producono effetti dannosi per la cultura stessa.

Creare un giardino idroponico a casa vostra è tutt’altro che complicato e non occorrono materiali eccessivamente costosi:

  • un grande recipiente che faccia da vasca per le radici, magari un acquario dismesso (i raggi solari non devono filtrare per cui, se necessario, ricoprite il recipiente con vernice nera sull’esterno);
  • vasi per idroponica o bicchieri di plastica (meglio se riciclata ovviamente);
  • polistirolo per coprire il recipiente come di coperchio e fissare i supporti per le piantine
  • un substrato d’ancoraggio traspirante (perlite, vermiculite, argilla espansa, a seconda delle preferenze);
  • una pompa ad aria per ossigenare la soluzione;
  • pietre porose su cui ancorare il tubicino della pompa
  • sostanze nutritive per idroponica.

Per un buon inizio bisogna assolutamente inserire nel serbatoio del sistema un’acqua di qualità.

Bisogna controllare l’acqua del rubinetto con un misuratore di EC e TDS.
Inoltre la quantità di ossigeno presente nell’acqua è molto importante per la piante e vi suggeriamo di usare una pompa ossigenatrice.

Un altro consiglio è quello di somministrare alla piante, oltre ai classici fertilizzanti N-P-K, dei booster ricchi di vitamine e microelementi in grado di arricchire il ciclo vitale delle piante stesse. Per la fase di fioritura potete usare oltre ai classici fertilizzanti bloom, anche un booster in grado di far raddoppiare i fiori o frutti delle vostre piante.

Ricordatevi che il ph e l’ec della soluzione dovrebbe essere misurato giornalmente e che la soluzione dovrebbe essere sostituita 1 volta ogni 2 settimane. Inoltre bisogna ricordare che il pH della soluzione tende ad aumentare con la somministrazione dei nutrimenti, perciò è consigliato misurare il ph dopo aver aggiunto i fertilizzanti nella soluzione. Si consiglia di purificare la coltivazione.

Ed è possibile farlo sostituendo la soluzione nutritiva con semplice acqua per gli ultimi 7 /10 giorni. Questa tecnica chiamata “flashing” consente di rimuovere qualsiasi fertilizzante dal “frutto” che andrete a raccogliere, migliorando il sapore e l’aroma del prodotto finale.

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Maria Aufiero 170 Articoli
Traduttrice Freelance dal 2013, appassionata di arte, cultura e scrittura