Com funzionano i centri di accoglienza COMMENTA  

Com funzionano i centri di accoglienza COMMENTA  

I centri di accoglienza della Comunità costituiscono un complesso di iniziative organizzate per venire incontro ai bisogni delle persone in difficoltà.

Informazione e consulenza:
Presso i centri della Comunità viene assicurato sostegno e accompagnamento per orientarsi nella rete dei servizi pubblici e privati.


Distribuzione di generi alimentari:
In questi ultimi anni accanto alle persone senza dimora è andato crescendo il numero di quanti, pur avendo un alloggio, non hanno il necessario per vivere. Si tratta di anziani la cui pensione non basta a coprire tutte le spese necessarie o di famiglie in difficoltà con redditi scarsi o assenti. Per venire incontro alla difficile condizione di queste persone presso i centri vengono distribuite ogni anno circa 220 tonnellate di generi alimentari.


Distribuzione di vestiario:
Le persone senza tetto hanno bisogno di interventi di vario tipo che aiutino a vivere meglio. Alcuni gesti quotidiani diventano molto difficili: per esempio la cura della persona costituisce un grande problema. In considerazione di questo presso i centri vengono distribuiti indumenti, biancheria pulita, scarpe.


Le docce, la lavanderia, il parrucchiere
Per chi non ha casa lavarsi diventa un problema difficile da risolvere. Per questo, nei locali del Centro di accoglienza di Via Anicia a Roma, è a disposizione un servizio di docce e di lavanderia automatica. Chi viene a lavarsi riceve anche un cambio completo di abiti e può lavare e stirare i propri indumenti. E’ presente anche un parrucchiere.

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Ambulatorio medico:
A Roma all’interno del Centro di accoglienza è aperto un ambulatorio medico dove è possibile, oltre la visita medica, ricevere gratuitamente, se disponibili, i medicinali necessari.

La residenza anagrafica:
Le persone senza dimora spesso perdono la possibilità di usufruire dei servizi pubblici perchè, a causa della mancanza di abitazione, non hanno più la residenza anagrafica e non possiedono i documenti di identità. Questa condizione di “morte anagrafica” determina la totale perdita dei diritti di cittadinanza anche quando si tratta di italiani che da anni vivono nelle nostre città.
La Comunità di Sant’Egidio in questo senso ha sollecitato un accordo con il Comune di Roma che permette alle persone che hanno perso la loro residenza anagrafica, di ristabilirla presso la Mensa di Via Dandolo.
Oggi sono circa 600 le persone, soprattutto italiani che “abitano” anagraficamente presso la mensa e che hanno potuto riacquistare la possibilità di usufruire dell’assistenza sociale e sanitaria, esercitare il diritto di voto, avere i documenti di identità.

Il recapito postale:
Chi non ha casa non ha neanche la possibilità di ricevere la corrispondenza. Per chi è straniero, lontano dalla propria famiglia, ricevere la posta è l’unico modo per mantenere i contatti con le persone care. Ma anche per gli italiani diviene un servizio indispensabile se non si ha un luogo dove ricevere lettere e comunicazioni. Per questo presso la Mensa di Via Dandolo gli ospiti possono anche ricevere la posta: ogni anno arrivano circa 12.000 lettere.

La Biblioteca:
A Roma nei locali delle mense gli ospiti possono usufruire della Biblioteca con la possibilità di prendere i libri in prestito e fermarsi a leggere. Molte persone che frequentano le mense hanno un buon livello di cultura: per la vita che conducono non sono in grado di procurarsi libri da leggere e non possono accedere al prestito nelle biblioteche pubbliche.

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