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Come affrontare la sindrome da rientro

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Come affrontare la sindrome da rientro

Ormai documentati e descritti come una vera e propria patologia, i sintomi di un faticoso riadattamento alla vita quotidiana, dopo il periodo delle vacanze, comprendono segnali fisici e psicologici abbastanza vari. Si va dai disturbi del sonno alle contratture muscolari, da sensazioni di ansia a vissuti di malinconia, tristezza, frustrazione; spesso si avverte irrequietezza e irritabilità; concentrarsi sul lavoro diventa molto difficile, così come riprendere i ritmi consueti che scandiscono la nostra giornata tra i diversi impegni da portare a termine. Responsabili chiamati in causa sono il brusco cambiamento di abitudini, anche alimentari, la diversa esposizione alla luce naturale e all’aria aperta, il jet lang, non solo quello geografico ma anche quello di chi, sia pur in patria, è abituato in ferie a sfasare di molto il sonno.

In questa fase sono comunque fondamentali le componenti emotive: il passaggio da uno stato di autogestione del proprio tempo, dedicato allo svago e al riposo, ad un improvviso irrigidirsi di orari e regole dettate dal lavoro, e non dalle nostre esigenze; la sensazione della perduta libertà, il dispiacere di lasciare alcuni posti meravigliosi e gli amici appena conosciuti, o magari anche qualche flirt nato sulla spiaggia; tutto questo rappresenta per la maggior parte di noi un fattore negativo importante e ci induce a guardare con pessimismo e insofferenza ai prossimi mesi, e all’avvicinarsi della stagione fredda.

Il primo stratagemma per non lasciarsi dominare dalla “sindrome del rientro” è affrontare la ripresa con gradualità, almeno fin dove ciò ricade nelle nostre possibilità.

Non programmiamo per i primi giorni in città gli impegni più stressanti e gravosi, posticipiamo le scadenze più ingrate, organizziamo le nostre attività in modo da avere comunque spazio per rilassarci e dedicarci a qualche svago piacevole e divertente. Non affolliamo troppo la nostra agenda, manteniamo i ritmi più blandi, anche quelli della vita sociale, perché avremo comunque bisogno di riequilibrare i ritmi del sonno e di rimodulare anche le abitudini alimentari, e sarà bene farlo con del tempo a disposizione, e non mentre siamo in una specie di tour de force per ricontattare tutti gli amici. Cerchiamo di mantenere almeno per un po’ le buone abitudini eventualmente prese in vacanza.

Facciamo un po’ più di moto e trascorriamo più tempo all’aria aperta, mangiamo cibi leggeri, stiamo meno tempo davanti al pc o al televisore. Fondamentale, poi, coltivare in noi un’attitudine positiva verso i mesi che ci attendono, e non guardare all’anno che abbiamo davanti solo come una serie di obblighi e costrizioni: sviluppiamo progetti, fantasie, interessi, coltiviamo buoni propositi e intenzioni di cambiamento.

Magari non terremo fede a tutti, ma in questa fase ci daranno entusiasmo e ci aiuteranno a ricominciare con il piede giusto.

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