Come cambiano licenziamenti Jobs Act 2015

Lavoro

Come cambiano licenziamenti Jobs Act 2015

Un ragazzo davanti a una agenzia interinale, in una foto del 31 maggio 2010 ANSA / FRANCO SILVI

Il Jobs Act è la legge delega per la riforma del lavoro approvata dal Governo Renzi. Uno dei principali decreti applicativi è il D.lgs. 23/2015, che interviene a disciplinare i licenziamenti individuali e collettivi di impiegati, quadri e operai assunti a tempo indeterminato dopo l’entrata in vigore dello stesso. Per i contratti stipulati in precedenza si applica ancora l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Per i licenziamenti economici, il Jobs Act non prevede la reintegrazione del lavoratore nel luogo di lavoro, limita il diritto alla reintegrazione in casi di licenziamento disciplinare ingiustificato, prevede un indennizzo certo e crescente con l’anzianità di servizio del lavoratore, stabilisce termini certi per impugnare il licenziamento. Il Jobs Act considera nullo il licenziamento “discriminatorio”, quello che viene comminato al lavoratore o alla lavoratrice “ a causa della sua partecipazione ad attività sindacale oppure ad uno sciopero”.

Altri licenziamenti nulli previsti nel decreto sono quelli per fruizione di congedi di maternità, paternità o parentali e per causa di matrimonio.

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo (per cessazione dell’attività, per crisi aziendale, per venir meno delle mansioni cui era stato assegnato il lavoratore senza che sia possibile la ricollocazione dello stesso in altra mansione compatibile con il livello di inquadramento) prevede, per i contratti esistenti, la stessa tutela prevista per quello discriminatorio.

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