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Come diagnosticare un’intolleranza alimentare?
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Come diagnosticare un’intolleranza alimentare?

Per tanti anni si è addirittura pensato che le intolleranze non esistessero: sono state ufficialmente riconosciute dal mondo scientifico solo nel 2004, quando è stato dimostrato che coinvolgono un particolare tipo di anticorpi, gli IgC (immunoglobuline di tipo G). Se i dati ufficiali parlano di un 35% di popolazione intollerante, c’è quindi un’ampia fetta di italiani che ne soffre ma non ne è consapevole, perché non presenta i sintomi o perché non li associa al problema.

Sono quattro gli esami che aiutano a diagnosticare un’intolleranza alimentare.

Breath Test: per l’intolleranza al lattosio. Dura circa tre ore, occorre bere una soluzione di acqua e lattosio e soffiare un palloncino ogni trenta minuti;

Analisi del sangue per l’intolleranza al glutine. Attraverso un prelievo di sangue vengono ricercati i tre principali anticorpi associati all’intolleranza al glutine: anti-gliadina (AGA), anti-andomisio (EMA), anti-trasglutaminasi (Ttg). Se gli esami risultano positivi, è necessario mettere in conto anche una biopsia intestinale, che vi farà sapere se si tratta di celiachia oppure di un’intolleranza al glutine vera e propria.

Recaller Program: un prelievo di poche gocce di sangue dal polpastrello verifica i livelli di immunoglobuline G (IgG) associati a determinati gruppi di alimenti.

Test DRIA: viene chiesto al paziente di effettuare dei movimenti dopo avergli somministrato diverse sostanze, che entrano in contatto con la saliva e non devono essere inghiottite.

Contemporaneamente viene registrata la forza muscolare: se diminuisce, vuol dire che esiste un’intolleranza.

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