Come difendersi dai vicini molesti

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Come difendersi dai vicini molesti

Vivere in condominio non è sempre facile, anzi. La voglia di quiete può essere messa seriamente a rischio da altri condomini, in diversi modi. I problemi possono nascere a causa dell’eccessivo rumore: per stabilire se questo è intollerabile (e quindi sanzionabile) bisogna valutare se supera di tre decibel il rumore di fondo che caratterizza la zona confrontato con quello fatto dai vicini. La valutazione deve essere compiuta caso per caso. Per esempio, se il condominio si trova a fianco di un aeroporto o di una ferrovia, la soglia di tollerabilità è più alta rispetto a quella di un palazzo in una zona residenziale lontano da strade trafficate.

Come punto di riferimento, oltre al Regolamento condominiale, ci si può riferire all’art. 844 del Codice civile. Il regolamento condominiale può contenere norme più precise e rigorose di quelle contenute nel codice civile, non solo per le emissioni di rumore e di odore, ma anche per altre regole di condotta da tenersi all’interno di un edificio, per il rispetto reciproco tra vicini di casa.

Per prima cosa, vale sempre la pena tentare di trovare un punto di incontro e di dialogo con il vicino molesto.

Il primo a dover intervenire è l’amministratore, che deve far rispettare il regolamento di condominio. Se c’è stata una violazione di una norma, l’amministratore può richiamare il condomino che non si attiene alle regole, sia verbalmente sia con una lettera raccomandata. Però il potere dell’amministratore non può superare un certo limite e, se non si arriva ad alcun risultato, non resta che rivolgersi al Giudice di pace.

Per capire se il rumore può davvero causare disturbo, egli ricorre ad un consulente tecnico d’ufficio per una perizia fonometrica. Sulla base di alcuni parametri fissati dalla legge sull’inquinamento acustico, si può stabilire se il rumore è da considerarsi disturbo. Se per i suoni la questione è relativamente facile, non lo è altrettanto per gli odori. Occorrono infatti anche dichiarazioni di testimoni.

Dal 2013 è entrata in vigore la legge sulla mediazione che impone a chi volesse intentare una causa condominiale l’obbligo di provare a trovare un accordo prima di andare in giudizio.

L’obbligo, però, vale solo per le questioni condominiali (la violazione del regolamento, i rumori derivanti da parti condominiali come l’ascensore). Per le molestie provocate dal vicino (il barbecue sul balcone oppure la lavatrice in funzione di notte) si ritiene che si tratti di questioni personali e qui la mediazione è volontaria.

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