Come dire No ai figli COMMENTA  

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I bambini sono piccoli esploratori del mondo e i “no” sono le bussole che permettono loro di capire quali sono le strade migliori da prendere nel cammino della crescita. Gli adulti devono prendersi la responsabilità di guidare i figli, ma di quali strumenti hanno necessità per farsi ascoltare? Di coerenza nei gesti e nelle parole.


Devono offrire esempio e azioni concrete. Il conflitto, soprattutto in fase adolescenziale, permette di conoscersi e capire che ciascuno ha pensieri e necessità differenti. Non esistono famiglie senza conflitti al loro interno, ed è giusto che sia così: la loro assenza, infatti, va a discapito della necessaria differenziazione tra i vari membri.


 Quattro passi da seguire

1)    Chiedersi perché: con i figli e nella vita in generale, di che cosa si ha paura? Si teme forse di non sapere mantenere la propria posizione? Quale evento o situazione del passato o del presente (per esempio, un momento critico) può aver determinato questa incapacità?

2)    Sforzarsi di vietare: in quanto adulti e genitori, bisogna assumersi precise responsabilità e questo può essere uno stimolo per conoscersi meglio. Si dice, infatti, che attraverso i figli si comprendono le proprie difficoltà e si impara a superarle.


3)    Individuare che cosa negare: serve a mettere a fuoco la situazione, a mantenere un comportamento coerente, a dare regole e punti di riferimento. Le punizioni hanno un effetto immediato, ma non bisogna eccedere, perché non sempre aiutano il bambino a capire.

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4)    Motivare sempre la decisione: spiegare le proprie scelte aiuta il figlio a capire la decisione e a rispettarla. Un “no” autoritario, detto senza spiegazione, genera invece solo ribellione, rabbia e cattiveria.

 

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