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Come effettuare le potature dell’ulivo
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Come effettuare le potature dell’ulivo

Come effettuare le potature dell’olivo

La potatura dell’olivo avviene tra la fine dell’inverno e la fioritura, di solito nei mesi che vanno da marzo a maggio. Soprattutto nelle aree settentrionali o soggette a notevoli sbalzi temici è consigliabile posticipare la potatura per evitare che improvvisi ritorni di freddo o gelate tardive possano danneggiare le piante.

Nel corso della potatura bisogna scegliere quali nuovi getti mantenere per sostituire i rami esauriti, e quali invece eliminare perché non adatti alla produzione. I tagli devono essere eseguiti in modo netto, utilizzando attrezzi (segaccio, forbici, motosega…) perfettamente affilati ed evitando nel modo più assoluto di sfilacciare la corteccia. Per evitare che da un ramo all’altro si possano trasmettere infezioni, è bene disinfettare di tanto in tanto le lame con alcool etilico o candeggina.

Le potature devono essere eseguite in modo tale da lasciare una superficie di taglio inclinata verso il basso/esterno, in modo tale da favorire il drenaggio dell’acqua piovana ed evitare il rischio di attacchi di funghi e carie del legno.

Di solito non è necessario applicare del mastice cicatrizzante sui tagli di potatura, che nell’olivo si rimarginano con facilità. Tuttavia, nel caso nell’oliveto vi fossero problemi di attacchi di patogeni (ad esempio causati dalla rogna dell’olivo), è possibile intervenire con trattamenti a base di prodotti rameici.

Polloni e succhioni

I polloni sono rami molto vigorosi ma del tutto sterili, pertanto vanno prontamente eliminati dalla pianta dalla quale sottrarrebbero inutilmente energie per la propria crescita. Anche i succhioni presentano un notevole vigore, ma per queste cacciate è necessario fare una importante distinzione: in alcune cultivar infatti i succhioni sono sterili, mentre in altre sono in grado di portare frutti nell’anno successivo alla loro comparsa. Per questo motivo è bene conoscere con quale cultivar di olivo si ha a che fare, per poter stabilire se i succhioni possano essere mantenuti o meno sulla pianta.

Ad ogni modo, la presenza di polloni e succhioni soprannumerari deve essere considerata come una sorta di “campanello di allarme” dal momento che significa che qualcosa non va nella coltivazione dell’olivo.

Lo squilibrio tra attività vegetativa e produzione è infatti un sintomo di qualche problema; ad esempio, se su un olivo compare da un anno all’altro una grande quantità di succhioni, significa che la precedente potatura è stata troppo spinta oppure che le irrigazioni o le fertilizzazioni sono state
eccessive.

Rami a frutto

Per quanto riguarda infine i rami a frutto, che porteranno la maggior quantità di produzione nell’anno successivo, da prediligere sono quelli a portamento verticale e di medio vigore. Non tutti i rami da frutto ovviamente devono essere conservati, ma bisogna praticare un diradamento che consenta di equilibrare la produzione sull’intera chioma.

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