Come eliminare alluce valgo: metodo veloce e indolore

Salute

Come eliminare alluce valgo: metodo veloce e indolore

alluce valgo

Si chiama Valgus 2 in 1, ed è il metodo più pratico e meno invasivo per risolvere tutti i problemi connessi alla presenza di un alluce valgo.

Alluce valgo: che cosa è

Con il termine alluce valgo si intende solitamente, sia nel linguaggio comune che in quello medico specialistico, una particolare deformazione fisiologica che affligge i piedi, prevalentemente (ma non in forma esclusiva) delle persone adulte. Nello specifico, l’alluce valgo affligge il primo metatarso, ovvero l’osso più lungo delle dita del piede, quello che ne determina in maniera prevalente la direzione, e dunque la correttezza nella postura. Entrando ancora di più nel dettaglio, possiamo dire che l’alluce valgo comporta una deformazione che interessa la testa del primo metatarso dell’alluce, la quale, a seguito di cause eteroclite e non sempre riconducibili alle medesima eziologia, si allontana dalle corrispondenti teste delle altre dita, determinando un mancato allineamento dell’alluce con le altre dita del piede.

Alluce valgo: come si manifesta

La presenza di un alluce valgo è immediatamente riconoscibile a occhio nudo. Il piede della persona afflitta da tale patologia presenta una protuberanza più o meno vistosa, a seconda della gravità della malattia, abbastanza tipica, in corrispondenza della testa del primo metatarso; tale protuberanza aggetta verso l’esterno del piede, ed è completamente riempito dall’osso stesso. Essa, infatti, è nient’altro che il risultato del valgismo che affligge il piede e del conseguente disallineamento osseo cui si accennava in precedenza. Questo allargamento a ventaglio implica, quale ulteriore complicazione il consustanziale disallineamento della base dell’alluce, con conseguenti difficoltà nel trovare una base d’appoggio funzionale e stabile, compromettendo, anche se solo parzialmente, la postura.

Alluce valgo: cause

Sebbene non possa essere considerata una patologia realmente ereditaria, l’alluce valgo ha tra le concause una componente che può essere trasmessa per via genetica. Parliamo di una tendenza alla lassità legamentosa, ovvero un certo allentamento congenito dei legamenti in corrispondenza di particolari articolazioni. Tale condizione comporta una non perfetta stabilità delle articolazioni stesse, che dunque, non essendo assicurate con saldezza come dovrebbero, godono di un piccolo margine di gioco entro cui muoversi in maniera relativamente libera. Ne consegue che lo spazio a disposizione induce le ossa ad assumere posizioni eccentriche rispetto a quelle che di norma, dovrebbero competere loro. Questo è sicuramente il principale agente clinico che concorre a determinare una condizione di valgismo nell’alluce (così come in corrispondenza di altre articolazioni), ma non il solo: infatti, forme artritiche e/o reumatiche possono essere considerate delle serie e accreditate concause. Anche una cattiva postura o l’utilizzo di calzature inadeguate alla forma, alla lunghezza e/o alla grandezza del piede, oppure non idonee al tipo di attività che si sta svolgendo, possono contribuire, se non a determinarne l’origine, quantomeno ad aggravare la situazione.

Alluce valgo: conseguenze

La prima conseguenza che si evidenzia in presenza di un alluce valgo (o di entrambi gli alluci, condizione rara ma possibile) è di natura estetica: la protuberanza che caratterizza tale patologia è infatti, nella maggior parte dei casi, tanto vistosa quanto poco gradevole alla vista. Se si considera, poi, che l’alluce valgo colpisce in prevalenza le donne adulte, in genere molto attente all’aspetto fisico (oltre che, inutile negarlo, spesso costrette a curarlo oltre la loro naturale inclinazione, allo scopo di scongiurare eventuali manifestazioni di riprovazione sociale, specialmente in alcuni ambienti di lavoro), si può intuire quale problema, anche a livello psicologico, motivazionale e di autostima, tale deformazione può rappresentare. Tuttavia, quello estetico non è il problema maggiore che la patologia in questione lascia in eredità: a lungo andare, infatti, possono presentarsi serie problematiche di natura posturale, dal momento che il disallineamento del primo metatarso causa una non ottimale distribuzione del peso corporeo, con conseguente stress di altre ossa e articolazioni. A lungo andare, se trascurata, questa tipologia di conseguenze può comportare una degenerazione seria di attività solitamente considerate ordinarie, come il semplice camminare, guidare un’auto, pedalare o addirittura stare fermi in posizione eretta. Inoltre, generalmente, l’alluce valgo si accompagna a dolori di natura reumatica nella zona interessata, spesso persistenti e di entità niente affatto trascurabile. In tali condizioni, persino indossare determinate scarpe può rappresentare una fonte di sofferenza.

Alluce valgo: rimedi

Le terapie correttive per l’alluce valgo sono di varia natura: in linea di massima, il terapeuta sceglie quale adottare dopo aver valutato con attenzione la natura del disturbo e l’entità del danno prodotto. Tra i rimedi più consolidati vi sono la somministrazione di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), le infiltrazioni di corticosteroidi extrarticolari, i massaggi specifici e l’utilizzo di particolari calzature per lenire il dolore, mentre per una correzione posturale definitiva si ricorre alla ginnastica posturale. Per eliminare alla radice il problema, ovvero – detto in termini più semplici – raddrizzare l’osso deviato, si ricorre, nei casi che richiedono una cura drastica, all’intervento chirurgico, il quale però presenta l’inconveniente di lasciare dei segni vistosi sulla pelle, sotto forma di cicatrici: non il massimo neanche loro dal punto di vista estetico, soprattutto sui piedi di pazienti femminili, per motivi non dissimili da quelli spiegati in precedenza. Inoltre, il chirurgo ortopedico spesso provvede a rimuovere il pezzo di osso sporgente, lasciando la struttura ossea dell’alluce in una condizione di profonda debilitazione, che solo una lunga calcificazione sarà in grado, dopo un considerevole periodo di tempo, di compensare. Nella stragrande maggioranza dei casi, dunque, è preferibile ricorrere a particolari strumenti correttivi da calzare (più o meno) come delle normali calzature o delle calze, tra i quali quello più funzionale e al tempo stesso discreto (può essere utilizzato in qualsiasi momento, anche mentre si calzano normali scarpe) è sicuramente Valgus.

Valgus: che cosa è

valgustop

Meglio conosciuto come Valgus 2 in 1, questo dispositivo terapeutico è stato pensato appositamente per apportare tre ordini di benefici: nell’immediato, la riduzione del dolore e del fastidio derivanti dalla presenza di alluce valgo in un piede o in entrambi; sulla lunga distanza, la correzione posizionale dell’alluce o degli alluci interessato/i, senza bisogno di ricorrere a interventi chirurgici; lungo tutto l’arco del trattamento, una piacevole (per molti salvifica) sensazione di sollievo senza controindicazioni particolari. La costituzione dei due dispositivi che compongono Valgus 2 in 1 è abbastanza semplice, ed è fatta apposta per aderire alla con facilità a un piede affetto da valgismo: si tratta, in sostanza di due diversi sostegni in silicone (dunque asettici, inodori e anallergici), da utilizzare alternativamente il giorno e la notte. Il primo, Valgustep, come suggerisce il nome, è un supporto di piccole dimensioni nel quale va incastonato l’alluce prima di indossare le scarpe: la sottigliezza del supporto, infatti, lo rende adatto a essere indossato anche all’interno di calzature (comprese le temute scarpe con tacco alto), senza con ciò ostacolare minimamente la deambulazione, ma anzi, rendendola persino più agevole. Il secondo dispositivo, Valgustop, va utilizzato la notte, ed è costituito da una guaina più voluminosa, simile alle classiche fasce ortopediche.

Valgus: come funziona

In pratica, utilizzando alternativamente ma in maniera continuativa i due dispositivi Valgus, il piede interessato da alluce valgo verrà sottoposto a una costante azione trainante e comprimente, che obbligherà l’estremità stessa a ridistribuire il peso del corpo, assumere una postura adeguata e correggere, poco alla volta, il valgismo. In breve, detto in parole povere, a fronte di un utilizzo continuato dei dispositivi Valgus, l’alluce inizierà a raddrizzarsi e a recuperare la posizione anatomicamente corretta in un tempo ragionevole, stimabile in alcuni mesi. In media, si parla di circa 3 mesi per i primi risultati visibili, e di un periodo compreso fra i sei e i diciotto mesi (a seconda della gravità della patologia e delle risposte del singolo paziente) per risultati vicini alla piena guarigione o comunque di stabilizzazione definitiva dell’arto. Un rilevamento a campione ha stabilito che circa il 68 per cento dei pazienti al secondo o terzo stadio di valgismo che hanno utilizzato Valgus secondo le modalità sopra descritte hanno notato una diminuzione significativa della deformazione, mentre il 25 per cento ha notato una diminuzione moderata della stessa. Inoltre, il 98 per cento del totale degli utilizzatori ha dichiarato che il dolore solitamente associato all’alluce valgo fosse sparito o quantomeno sensibilmente diminuito. Infine, in nessun caso è stata riscontrata l’insorgenza di artriti, borsiti, infiammazioni o complicazioni di qualsiasi genere dell’alluce valgo.

Valgus: considerazioni e risposte dell’utenza

Qualora non bastassero i freddi numeri riportati poco sopra, basterà fare un giro, anche solo in superficie, fra le opinioni su Internet, per avere la misura della reputazione di cui gode un prodotto come Valgus presso l’utenza media. Tra le opinioni online, infatti (e non parliamo solo di quelle riportate sul sito ufficiale del prodotto, ovviamente attento a scremare quelle dai toni più entusiastici, ma anche dei più liberi, e spesso spietati social network, Facebook e Twitter in testa), è possibile rinvenire un nutrito campionario di giudizi molto ben articolati, quasi tutti estremamente positivi. Tra questi, a colpire sono soprattutto i pareri favorevoli di persone anziane, o comunque sensibilmente in là con gli anni: un coro di ottuagenari – o meglio, perlopiù ottuagenarie – e persino novantenni schierato a magnificare le qualità di Valgus e la perentorietà con cui tale prodotto ha risolto in maniera brillante quello che, a uno sguardo attento, non potrà che apparire come uno dei problemi principali di queste persone. Ma anche tra i giovani e (soprattutto) le giovani Valgus riscuote un importante successo: c’è chi afferma che grazie ai due tutori che lo compongono ha ritrovato il piacere di fare sport all’aria aperta, chi ha riscoperto la vanità di indossare nuovamente una scarpa con il tacco, chi è tornato al mare, chi in piscina, chi semplicemente in palestra o a fare jogging senza alcun dolore. E chi – parliamo sempre di sesso femminile – si è semplicemente riscoperta di gradevole aspetto e ha smesso di nascondersi. Insomma, oltre a risolvere il problema principale dell’alluce valgo, con tutto il precipitato di problemi secondari a esso connessi, Valgus sembra provvedere a rifornire gli utenti e le utenti di un bel boost di autostima, la stessa che con l’insorgere del disturbo sembrava essere svanita per sempre.

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