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Come evitare il contagio Ebola

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Come evitare il contagio Ebola

Ebola non è più una malattia sconosciuta. Il Ministero della salute afferma:

la malattia da virus Ebola (EVD), precedentemente nota come febbre emorragica da virus Ebola, è una malattia grave, spesso fatale, con un tasso di mortalità di circa il 50%. Nelle epidemie passate il tasso di mortalità variava dal 25% al 90%.La malattia colpisce gli uomini e i primati (scimmie, gorilla, scimpanzé).L’Ebola è apparsa la prima volta nel 1976 in due focolai contemporanei: in un villaggio nei pressi del fiume Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, e in una zona remota del Sudan.L’origine del virus non è nota, ma i pipistrelli della frutta (Pteropodidae), sulla base delle evidenze disponibili, sono considerati i probabili ospiti del virus Ebola.

E’ ormai noto quindi che il virus fosse già in circolo da 38 anni ma che non fosse mai stato preso in considerazione prima dell’arrivo dello stesso in Occidente. Il virus si trasmette attraverso il contatto con i fluidi biologici di un infettato, anche durante il suo periodo di gestazione (30 giorni prima dei sintomi); sarebbe quindi teoricamente possibile contrarre uno di questi virus toccando il sudore, anche depositato, di una persona malata, anche se è una probabilità piuttosto piccola.

Insomma, la velocità con la quale la malattia si continua a diffondere, è direttamente proporzionale all’aumento della psicosi. Allora come evitare il contagio Ebola? Vediamo alcune piccole mosse da attuare per limitare le probabilità di contagio. Prima di tutto bisogna chiarire che non esiste ancora un vaccino, per cui per evitare il contagio bisogna eliminare qualsiasi tipo di contatto con la persona malata. Vanno osservate le principali norme igieniche, lavarsi spesso le mani (meglio se con detergenti con grande quantità di alcool), non mangiare carni di animali selvatici delle zone colpite, evitare i focolai e stare lontano anche dai cadaveri. Ricordiamo però che non vi sono ancora stati casi di contagio in Italia e che non è utile allarmarsi.

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