Come evitare le truffe sulla benzina COMMENTA  

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Una volta si annacquava solo il vino. Ora anche il pieno dell’auto rischia di essere corretto con acqua e questo non è l’unico raggiro messo in atto dai “furbetti della colonnina”. C’è chi manomette gli impianti per erogare meno di quanto appare sul display o indica sui tabelloni un prezzo inferiore a quello praticato realmente, a tutto danno dei consumatori e dello Stato. Difendersi è possibile, ecco come.


L’erogazione di quantitativi inferiori o la miscelazione con acqua o altre sostanze, oltre ad essere un danno per i clienti, consente ai gestori di creare riserve occulte di carburante da rivendere in nero. Secondo la Guardia di Finanza, nei primi sette mesi dell’anno le tasse evase sui prodotti energetici (composte da Iva e accise) sono aumentate di due volte e mezzo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: 107 milioni di euro contro 41,3% (+ 157%).


Come accorgersi di aver ricevuto meno carburante del richiesto? Il consiglio più pratico è quello di osservare l’indicatore del livello di carburante quando si sale in auto dopo il rifornimento. Se la misura è inferiore a quella di altri rifornimenti simili fatti in precedenza c’è da sospettare un’irregolarità. Inoltre, è bene informarsi sulla capacità del serbatoio della propria auto: quando si fa il pieno in riserva, è facile scoprire una frode legata ad un’erogazione maggiore rispetto alla capienza.


Basta impegnarsi un po’ per non incorrere nelle grinfie dei benzinai furbetti. Ecco quattro suggerimenti per un rifornimento “tranquillo”:

1)      Agire con accortezza: prima di fermarsi alla pompa è importante controllare i prezzi esposti sul cartellone a margine della carreggiata: l’importo deve corrispondere esattamente a quanto appare sul display della colonnina;

2)      Stop a ogni distrazione: durante la sosta al distributore, bando all’uso di cellulari e niente ritocchi al volo al make up, perché un gestore disonesto potrebbe approfittarne;

3)      Tenere d’occhio il display: meglio posizionare l’auto in modo da vedere bene il display. Se non è possibile, è consigliabile scendere dal mezzo e verificare che l’importo richiesto sia quello poi effettivamente erogato dal benzinaio. In molti casi, infatti, basta frodare gli automobilisti anche di soli 5 o 10 euro in meno per ritrovarsi a fine giornata con un bel gruzzoletto in cassa.

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4)      Verificare anche il contatore: per i più scrupolosi è bene sapere che sulle colonnine di rifornimento, oltre ai display classici che indicano litri e costi del carburante, è presente anche un piccolissimo contatore a rulli che segna i litri erogati dal sistema. Se durante il rifornimento si nota una diversità di erogazione tra i due dati è molto probabile che c’è stata una manomissione del distributore.

Il rifornimento al self-service mette al riparo da alcune tra le frodi più diffuse. Scegliendo il fai da te, infatti, si evitano i raggiri che può fare manualmente il gestore, come non rimettere correttamente a posto la pistola per evitare di azzerare la pompa o coprire il display per modificare gli importi.

 

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