Come funziona trapianto cuore con donatore morto COMMENTA  

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Come funziona trapianto cuore con donatore morto
Come funziona trapianto cuore con donatore morto

Un nuovo importante passo è stato compiuto in Europa dalla ricerca scientifica.

Per la prima volta in Inghilterra è perfettamente riuscito un trapianto di cuore prelevato da un uomo privo di vita. Il trapianto è avvenuto circa un mese fa al Papworth Hospital nella contea di Cambridgeshire, intervento effettuato su di un uomo sessantaseienne sopravvissuto ad un grave infarto nel 2008, da tempo in lista d’attesa, Huseyin Ulucan, che è stato dimesso esattamente quattro giorni dopo l’intervento in perfette condizioni fisiche. “Prima della chirurgia riuscivo a malapena a camminare, ora mi sento più forte ogni giorno” ha dichiarato l’uomo. La nuova tecnica con la quale è stato possibile realizzare il “miracolo” si avvale dell’utilizzo di una macchina eccezionale: l’Heart in a box, che già dopo pochissimi minuti dalla morte, è in grado di riattivare l’importante organo nel corpo del deceduto, consentendone il mantenimento del calore, la circolazione sanguigna e favorendone l’immediata riutilizzazione. Dichiara il cardiologo che ha realizzato l’intervento, Stephen Grande Large: “Abbiamo monitorato il cuore pulsante per circa 50 minuti…era in ottime condizioni”. In seguito la tecnica prevede che il cuore prontamente riattivato venga staccato dal corpo e trasferito nella macchina dove viene conservato con la massima cura, per essere in seguito trapiantato nel paziente bisognoso.

Il primato dell’innovativa tecnica cardio-chirurgica che ha consentito di utilizzare un cuore ormai privo di vita, spetta all’Australia che già nel 2014, pochi mesi fa, aveva eseguito il primo trapianto al mondo di un cuore fermo nell’Ospedale St.

Vincent di Sydney. Fino ad allora, era stato possibile trapiantare solo organi ancora in funzione con pazienti in stato di morte celebrale. Questa importante tecnica scientifica applicata anche in Europa a soli pochi mesi di distanza dal primo intervento nell’Ospedale australiano, darà nuova speranza a chi da tempo è in lista d’attesa per un trapianto di cuore, si prevede infatti che in futuro, il numero degli organi disponibili per il delicato intervento, aumenterà del 25%.

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