Come in un harem

Danza

Come in un harem

Nata anticamente nel mondo orientale come danza propiziatoria dedicata alla dea della fertilita, la danza araba si è in seguito trasformata in una professione. Intorno al ‘700 negli harem egiziani esisteva la figura della ghaziya, ossia una danzatrice che si esibiva nella danza dietro regolare pagamento.

Il mondo occidentale scoprì la danza araba verso la fine dell’ottocento, quando viaggiatori inglesi e francesi la videro praticare per la prima volta e ne rimasero affascinati. Fu così che la danza araba cominciò ad avere un suo posto in Europa e ad Hollywood, dove la danza del ventre (come fu chiamata in occidente) divenne il fulcro di una fortunata produzione di film musicali.

Forse oggi la danza del ventre è un po’ diversa da quella originaria, ma i benefici che apporta sono sempre gli stessi. Non è un caso che fosse praticata da donne per onorare la dea della fertilità. Infatti i movimenti di questa danza sono un’esaltazione del corpo femminile.

I movimenti sinuosi si adattano perfettamente alle caratteristiche muliebri.

Ma il bello è che questi movimenti apportano grandi benefici al nostro fisico. Il lavoro dei fianchi e dell’addome fanno ottenere un bacino armonioso. La muscolatura delle gambe si rafforza, la schiena, con tutte le torsioni richieste da una perfetta esecuzione, trarrà un giovamento eccezionale derivante da una colonna vertebrale più flessibile.

Una certa rotondità è gradita, perchè la femminilità della danza ne sarà accentuata. Dunque non esiste un motivo al mondo per non praticarla. Un’altra caratteristica importante: ballare al ritmo delle melodie arabe dà una certa tranquillità; il lavoro muscolare, intenso ma dolce, sortisce un effetto calmante ed in qualche modo esilarante. Noi donne occidentali, sempre di corsa e indaffarate, potremo provare la sensazione nuova della magia dell’harem. Solo per il tempo di una danza, si intende!

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