Come leggere la bolletta Eni

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Come leggere la bolletta Eni

La prima voce (1) che compare è la tipologia di fornitura di cui il consumatore usufruisce. In questo caso il tipo è T1, ovvero una fornitura per l’uso della cucina e dello scaldabagno. La seconda voce (2) è il Coefficiente M che sta ad indicare la zona climatica e l’altitudine della località in cui si trova il cliente. Importante è anche il PCS ovvero il Potere Calorifico Superiore (3) che varia di anno in anno e rappresenta la capacità del gas di produrre energia termica. L’energia prodotta dal gas viene espressa in Gigajoule, generalmente le tariffe vengono espresse in euro/GJ o in euro/metro cubo. Passiamo ora alla parte della bolletta del gas che recita: Dettaglio Consumi. Il primo punto da sottolineare è quello composto dalla Lettura Presunta e dalla Lettura Letturista (4). La prima è il consumo stimato dall’erogatore in base alle letture precedenti. La Lettura Letturista è quella effettiva rilevata da un addetto alle dipendenze dell’erogatore.

Una volta all’anno o ogni sei mesi (dipende dall’erogatore) viene effettuato un conguaglio, ovvero una fatturazione a saldo che permette di far coincidere la Lettura Presunta con la Lettura Letturista. Nella sezione denominata Dettaglio Costi vi sono diverse voci, vediamole. La Quota Distribuzione comprende tutti i costi relativi al servizio di misura, l’installazione degli impianti e la manutenzione dei contatori, la registrazione dei dati di misura e gli interventi di natura commerciale. Inoltre comprende i costi di conguaglio, i costi delle reti e alcuni oneri. Si suddivide in Quota Fissa (5) e Quota Variabile (6). La prima viene definita per ciascun ambito tariffario, ovvero l’area geografica dove vengono applicate le stesse tariffe di distribuzione e misura (gli ambiti sono sei). La Quota Variabile varia in funzione della quantità di gas consumata ed è differenziata per otto scaglioni di consumo (7).

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