Come organizzare un week-end a Cambridge COMMENTA  

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Cambridge incute un senso di calma euforia all’intelletto. Ti viene subito in mente, passeggiando tra le sue strade, che in questa Mater Studiorum d’Inghilterra sia uscita (insieme ad Oxford) la classe dirigente di un impero che ha dominato il mondo, la sua storia, le sue abitudini, inglesizzandolo. C’è una strana e tranquillazzante calma apparente. Bertrand Russell temeva che tutto quello che c’era da imparare fosse rinchiuso qui, ma poi dopo un po’ di viaggi in giro per il mondo cambiò idea. I prati verdi, all’ombra di stranamente rassicuranti edifici gotici, dove gli studenti si rotolano alla ricerca di qualcosa (e di qualcuno) con i libri in mano, sembrano una scenografia “studiata” apposta per mettere a proprio agio tutti all’apprendimento, alla scienza e alla conoscienza. La sera i colori dell’imbrunire danno alla città un aspetto fiabesco. Entro in un pub annerito dai secoli, dove studenti e professori bevono ale, birra rossa color tramonto (appunto) e non posso fare a meno di chiedermi quante di tutte le menti eccelse, gli scenziati, i premi nobel (89!) che hanno studiato in città, sono passate da questo pub a riposare sinapsi e neuroni e a far decantare riflessioni e intuizioni.

Cambridge, ex città romana, in tutto il mondo è sinonimo di università, di studio e di conoscenza da oltre 700 anni, ed ha dalla sua anche il fatto di essere uno dei luoghi più belli di tutta la Gran Bretagna.

Le giovani e più brillanti menti della nazione fanno tintinnare i campanelli delle biciclette su antiche strade su cui si affacciano splendidi edifici medievali e neogotici.

Mentre Oxford ha sviluppato tantissimi futuri uomini politici di altissimo livello, Cambridge deve la sua reputazione a grandissimi studiosi che qui si sono affermati cambiando al contempo con i loro studi la storia dell’umanità.

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Per citarne solo alcuni da Isaak Newton, a Charles Darwin e Stephen Hawking.

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