Come parlare di sesso con gli adolescenti COMMENTA  

Come parlare di sesso con gli adolescenti COMMENTA  

I ragazzi arrivano alla “prima volta” in anticipo rispetto al passato. Ma questo non significa che siano pronti. Mtv ha portato in Italia il format “Sedici anni e incinta”, che racconta la storia di tante baby mamme che si ritrovano sole dopo che il giovane padre se l’è data a gambe davanti alle responsabilità che la nascita di un figlio comporta.

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Se in America e in Inghilterra questo fenomeno è un’emergenza, in Italia è in continua crescita. Secondo le ultime stime sull’argomento “sesso e adolescenti” pare che i primi approcci cominciano a dodici anni e una ragazza su sei a 14 anni ha già fatto l’amore.

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Oggi quindi è più che mai necessario discutere di sesso con i propri figli. Banalizzato dai media, il sesso viene considerato una questione dei pura tecnica, mentre i sentimenti e le emozioni passano in secondo piano. Negli adolescenti corpo e psiche vanno a velocità diverse: per questo le esperienze sessuali premature rischiano di provocare traumi difficili da superare.


Come evitare questi problemi? L’ideale sarebbe che i genitori affrontino l’educazione sessuale non solo dal punto di vista della prevenzione (preservativo o pillola), ma anche da quello sentimentale, affinchè il sesso non diventi solo un problema di salute (Aids) o esistenziale (figli non desiderati). Stando alla Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia) una famiglia su tre non ha mai affrontato l’argomento.

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A quale età si può cominciare a parlare di sesso? Intorno ai 7-8 anni i bambini sono come spugne, hanno infinite curiosità, per cui questo è il momento ideale per stabilire una relazione di fiducia. Verso i 9-10 anni si può parlare in modo più schietto e franco, proseguendo e arricchendo il dialogo durante l’adolescenza. I ragazzi più fragili sono quelli che non hanno un confronto in famiglia e sono lasciati unicamente alle loro pulsioni.

In parecchi casi la difficoltà dei genitori e la loro paura di essere intrusivi e invadenti giustificano in parte il loro silenzio. L’importante è che mamma e papà comunichino in modo vero, senza usare parole che possono generare imbarazzo, rifiuto oppure curiosità morbose.

Ecco qualche suggerimento per i genitori: essere disponibili e incentivare la discussione; utilizzare termini corretti quando si parla degli organi e degli atti sessuali, non quelli gergali dei ragazzini; evidenziare la componente relazionale; discutere dei valori aiuta un figlio a formarsene dei propri; insegnare la responsabilità sessuale (avere sempre rapporti sessuali protetti); lasciare in giro libri sull’argomento, in modo che i figli possano decidere di consultarli, se lo desiderano; rispettare la privacy senza invadere gli spazi e i pensieri dei figli.

E’ però fondamentale non pronunciare frasi moraleggianti, non esprimere pareri assoluti, e lasciarli comunque liberi di scegliere senza fare loro nessun ricatto. Parlare di sessualità non vuol dire “fare la predica”, ma dare agli adolescenti i mezzi per prendere le loro decisioni con cognizione di causa.

 

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