Come revisionare la caldaia? COMMENTA  

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In alcune città il riscaldamento è già acceso. Per chi non lo ha ancora fatto, è il momento di una verifica dell’impianto, per tre buone ragioni: la sicurezza di una caldaia senza guasti  e perdite; il risparmio economico dato da un apparecchio efficiente e pulito; la tutela dell’ambiente, anche quello domestico. Per la manutenzione ordinaria ci si deve basare sulle disposizioni del costruttore. In genere i controlli sono annuali, anche se per le caldaie più nuove spesso sono previsti ogni due anni.


La legge prevede anche controlli periodici dell’efficienza energetica. Si analizzano i fumi prodotti dalla combustione, stabilendo l’emissione di CO2 e la resa in termini di riscaldamento dell’impianto. Prima le caldaie domestiche (sotto i 35 kW) dovevano essere sottoposte al controllo dei fumi ogni due anni (se con anzianità superiore agli otto) e ogni quattro (con meno di otto anni).

Dal mese di Luglio 2013 i tempi delle verifiche sono cambiati. Manutenzione ordinaria e controlli di efficienza energetica hanno costi variabili a seconda delle regioni e dei manutentori: 60-90 euro per la sola manutenzione ordinaria (95-100 al Nord Italia, 50-90 al Centro Sud), 100-120 nel caso del controllo dell’efficienza energetica. A tal riguardo, sono prolungate fino al 31 Dicembre 2013 (30 giugno 2014 per i condomini) le detrazioni per l’efficienza energetica, incluse le spese di installazione delle caldaie a condensazione.


Dopo ogni verifica, il tecnico deve compilare e rilasciare un “rapporto di controllo tecnico”: una copia viene lasciata al responsabile dell’impianto che la deve allegare al libretto d’impianto, una copia viene conservata dal manutentore e una terza viene inviata all’ente preposto ai controlli (il Comune, nei centri con più di 40 mila abitanti o la Provincia, nei centri con meno dei 40 mila abitanti).

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