Come riparare legno e ceramica: consigli da sapere

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Come riparare legno e ceramica: consigli da sapere

Come riparare legno e ceramica
Come riparare legno e ceramica

Come riparare legno e ceramica? Ecco un po' di consigli da sapere. Faremo poi la conoscenza di un prodotto rivoluzionario, ovvero Flex Tape

Come riparare legno e ceramica? Ecco un po’ di consigli da sapere. Faremo poi la conoscenza di un prodotto rivoluzionario, ovvero Flex Tape.

Rispondere alla domanda su come riparare legno e ceramica è come rispondere alla domanda “come cucinare la carne o il pesce”. Ci sono infiniti modi, da una parte, e dall’altra dipende tantissimo da quale oggetto andiamo a riparare. Sia legno che ceramica infatti, sono materiali assai diffusi, che servono per parecchi oggetti di uso diverso. E proprio per quest’uso, non si avrà una soluzione univoca su come riparare legno e ceramica, o almeno, non fino ad ora, con un prodotto che andremo a conoscere.

Come riparare legno e ceramica: consigli

Andiamo prima a vedere i consigli per due specifici oggetti in legno, e poi per due specifiche procedure in ceramica.

Le scale

Se possediamo una scala in legno, sappiamo bene come questo tipo si struttura possa nel tempo deteriorarsi facilmente, a causa dell’intenso utilizzo.

Potremmo per esempio aver notato un fastidioso scricchiolio o l’usura di parte della vernice, se non addirittura un gradino completamente rovinato, che andrebbe sostituito. Come intervenire? Esistono alcune pratiche idee Fai da Te per rinnovare le scale in legno con poche e semplici mosse e mantenerle così belle e sicure nel tempo.

Non esistono regole precise per quanto riguarda il momento più adatto per rinnovare le scale in legno. Perché sono tanti e diversi infatti i fattori che determinano l’usura di una scala, a partire dalla sua collocazione. Una scala in legno di collegamento tra la zona giorno e la zona notte, con tanti esempi che è possibile trovare spulciando in rete, avrà bisogno di molte più cure rispetto ad un’altra posta magari tra il 2° piano e la soffitta e quindi meno frequentata. Il costante utilizzo delle scale comporta infatti il deterioramento di alcune sue specifiche parti: perché quando saliamo e scendiamo da una scala, senza rendercene conto, calpestiamo molto di più una determinata zona dei gradini rispetto alle altre.

Se non l’abbiamo ancora notato, ci basterà osservare con attenzione la nostra scala già usata da parecchi anni per rendercene subito conto.

In linea generale potremmo dividere i segni di usura delle scale di legno in 2 grandi tipologie:

1) danni estetici – basti pensare a graffi, deterioramento della vernice e ammaccature del legno.

2) danni strutturali – basti pensare a scricchiolio e gradini rovinati

Mentre per i primi danni un intervento è sì importante, per mantenere la bellezza della scala nel tempo, ma può essere programmato con calma, quando si parla di danni strutturali è ovviamente molto importante intervenire subito, per evitare che la scala possa diventare poco sicura e quindi pericolosa. In base al danno, quindi, le procedure di intervento sono diverse. Da giudicare sarà anche l’entità dello stesso.

Strumenti musicali

Nella lunga ed “estenuante” vita da plettratore mannaro può capitare di sconfinare in altri regni.

A volte bisogna avere a che fare con il progetto di auto costruzione della chitarra dei sogni o degli incubi, da un certo punto di vista.

In questo percorso, comunque esaltante, si può richiedere diverse volte l’aiuto degli esperti per risolvere i vari problemi che si presentano quando ci si trova a costruire o modificare oggetti di legno in autonomia, e capita di ritrovarsi un po’ nei guai. In particolare può essere un problema una volta arrivati alla fase di realizzazione dello scasso del manico o tacco.

Riprendendo una domanda da un forum: “a causa della mia imperizia e della mancanza di attrezzatura adeguata, sebbene abbia fatto di tutto per stare attento, durante questo lavoro ho commesso qualche piccolo errore e sono venute fuori delle sbavature. Cioè, montando il manico nel tacco, qua e là si vedono palesemente dei “buchi” di qualche decimo di millimetro. In parole povere, l’alloggiamento non calza perfettamente col manico come si conviene.
Qualcuno ovvierebbe mettendo una mascherina adatta a “nascondere” le sbavature, ma nel mio progetto la mascherina non è contemplata e a me non piace.

Come si fa a riparare quelle sbavature in modo tale che si vedano il meno possibile o per niente proprio?
Mesi fa leggevo che certe imperfezioni piccole si potevano riparare usando colla (ma non saprei dire quale farebbe al mio caso) e segatura dello stesso legno, oppure con lo stucco per legno. Cosa c’è di vero?”

La risposta arrivata, per chi se ne intende di chitarre, è molto interessante: “il tuo problema è comune, padroneggiare gli utensili da taglio e arrivare ad avere dei risultati soddisfacenti richiede molta perizia e tanto tempo perso a fare prove su prove.
Se tu volessi provare un metodo da “restauratore”, potresti prendere un avanzo dello stesso pezzo di legno e piallarlo lungo la vena per ottenere dei trucioli molto sottili, da incollare con colla animale sulle parti lese. Una volta incollate, possono essere lavorate per riallineare la superficie. Se il lavoro è ben fatto, risulta invisibile.
Se invece non disponessi di materiale e di utensili, puoi provare con delle resine da ricostruzione.

Puoi provare con la bicomponente Pattex, quella che prima si chiamava Duo.
Il problema però sta nel fatto che, in base al legno, si usa un diverso colore della resina per mascherare nella maniera migliore.
Nessun intervento di stuccatura però sarà mai invisibile.
Se alla fine del travaglio non fossi soddisfatto, ti consiglio di pensare a una finitura alternativa che ti permetta di coprire le imperfezioni con la vernice. A mali estremi…
Buon lavoro”. Ecco quindi sopra elencato il modo di lavorare su una parte importante della chitarra.

Come riparare ceramica

Questo pezzo non è dedicato solo a come riparare legno, ma anche la ceramica fa la sua parte.

Stuccatura e ricostruzione

In pratica la quasi totalità delle ceramiche sottoposte a incollaggio necessitano di successivi interventi di stuccatura.
Ciò in relazione al fatto che per la maggior parte delle ceramiche l’urto accidentale produce fratture o rotture (in due o più pezzi) che presentano inevitabili scalfitture o microscalfitture ai bordi, soprattutto in prossimità del punto di urto.

In ultima analisi i casi di ricostruzione perfetta delle fratture che non necessiti di alcuna stuccatura sono rari e riguardano sopratutto porcellane di ottima qualità.
In conseguenza di queste – sia pure minime – mancanze di materia si presenta la necessità di dovere “riempire” o chiudere le lacune, per procedere, successivamente, alla ripresa pittorica dei colori e delle decorazioni.
In linea generale si può dire che ogni stucco è composto da un legante (colle o semplicemente acqua), da polveri riempitive (Gesso, Talco, Polvere di porcellana, ecc), da eventuali pigmenti coloranti (Terre o Ossidi) e da eventuali pigmenti anti-ingiallenti (bianco di Titanio, di Zinco, ecc.).

Moltissimi sono gli stucchi, i riempitivi e le sostanze che si possono utilizzare, ma per esemplificare ne indicheremo sostanzialmente una: lo stucco più semplice e diffuso per le ceramiche porose è costituito dal gesso alabastrino, dal gesso scagliola fine o, meglio ancora, dal gesso bianco del dentista.

Si tratta di un riempitivo a scarso ritiro e costo, di facile uso e reperibilità.

Piatto doccia

Il modo più sicuro e resistente per aggiustare un piatto doccia è tramite il vetroresina. Questo materiale è facile da applicare e, una volta solidificato, è molto resistente, impermeabile e duraturo. Se anche tu vuoi aggiustare il tuo piatto doccia di ceramica con il vetroresina, puoi farlo in quattro passaggi:

Per iniziare, ti consigliamo di carteggiare il piatto doccia con attenzione, passando e ripassando la carta vetro per rendere la superficie porosa, questo permetterà al vetroresina di attecchire più facilmente. Finito ciò, devi ripulire la superficie dalla polvere con una aspirapolvere ed in seguito rifinire con un panno.

Arriva il momento di tappare bene lo scarico in modo che il vetroresina non entri dentro le tubature e le intasi in modo grave e permanente.
In seguito, applica il vetroresina, passandolo con un pennello abbastanza grande nella parte da riparare o in tutta la superficie del piatto doccia. Un’alternativa è quella di realizzare una forma che riprenda quella del piatto, imbevendo del tessuto specifico con vetroresina, che una volta raffreddato, sarà robusto, duro e resistente.Se hai deciso di fare la nuova forma del piatto, devi poggiarlo sul fondo della doccia e ripassarlo con un po’ di vetroresina. È fondamentale evitare che si creino bolle d’aria sia dentro il tessuto che tra il tessuto e la resina. In questo caso, bisogna tener conto del foro proteggendolo bene o prendendo le misure in modo da riaprirlo subito dopo.

L’ultima fase riguarda la verniciatura: ti serve uno smalto dello stesso colore del piatto doccia originale, impermeabile e di qualità, che ti permetta di usare la doccia come sempre. Finita la smaltatura, devi attendere che si asciughi e dare poi un’altra passata.

Flex Tape: cos’è

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Se il miracoloso nastro adesivo che il simpatico Paul Swift mostra in un video pubblicato sul suo sito mantiene anche solo il 50% di quel che promette, è sicuramente uno di quegli articoli che non dovrebbero mai mancare dal gavone delle dotazioni di bordo dei marinai, come delle case degli uomini. Infatti, parafrasando un termine tipico dell’ambiente farmaceutico, si tratta di un prodotto “salvavita”, nel senso che è in grado di risolvere istantaneamente problemi che, altrimenti, potrebbero risultare molto gravi. Bastino due soli esempi, se parliamo di una barca: una brutta falla in carena; l’improvvisa foratura di un tubolare del gommone.
Si chiama Flex Tape e le sue eccezionali capacità sono dovute soprattutto al rivoluzionario mastice sintetico che consente al supporto gommato di aderire istantaneamente alla parte danneggiata, anche se immersa nell’acqua, senza neppure dover esercitare una particolare forza di compressione.

Disponibile nei colori bianco e nero, viene prodotto nei formati Large (150 x 10 cm), Jumbo (150 x 20 cm) e Giant (300 x 30 cm), venduti in America, rispettivamente al prezzo di 19,99, 29,99 e 49,99 Dollari Usa.

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Modestino Picariello 758 Articoli
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