Come si fa a lavorare nella Silicon Valley

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Come si fa a lavorare nella Silicon Valley

Silicon Valley
Una veduta della Silicon Valley.

Alcuni passaggi fondamentali per (provare a) trovare lavoro nella Silicon Valley, e divenire, forse, uno dei protagonisti della nuova economia digitale.

In molti, tra i venti-trentenni di oggi, si dilettano di programmazione informatica, ne studiano le pieghe teoriche e applicative all’università, magari hanno già un impiego – molto probabilmente precario – nel settore. Una larga parte di essi, tuttavia, sarà probabilmente frustrata dalle esigue possibilità lavorative che il nostro paese offre. L’Italia è terra di fervidi ingegni, ma non è certo paese all’avanguardia, dal punto di vista aziendale, nel settore dell’economia digitale (anche se alcuni sensibili progressi, da questo punto di vista, sono stati fatti). Ne consegue che, nell’ormai consolidata tradizione della fuga di cervelli, molti desiderino partire alla volta della Silicon Valley per lavorare presso una delle fiorenti aziende digitali del luogo. Per sognare di diventare, un giorno, il nuovo Steve Jobs, o il nuovo Bill Gates, o di inventare un programma rivoluzionario come Facebook.

O anche solo per guadagnare, in età critica, una posizione lavorativa degna di questo nome. Nelle righe che seguono, metteremo a fuoco le modalità per cercare – e auspicabilmente trovare – lavoro nella Silicon Valley.
Intanto teniamo presente due prerequisiti, entrambi legati allo stesso semplice dato di fatto: La Silicon Valley si trova nella Baia di San Francisco, Contea di Santa Clara, California, Stati Uniti d’America. Quindi, si tratta di un paese straniero, per giunta extra-Unione Europea. Ergo: per entrarci serve il passaporto (per restarci, invece, il permesso di lavoro, ma questo è un discorso successivo). E ancora: per sperare di poter essere assunti, si deve possedere una padronanza della lingua inglese al di sopra di ogni sospetto; non pensiate di potervi guadagnare l’accesso in Google o Netflix grazie a blande conoscenze scolastiche. Esauriti i preliminari, e accertatovi di possedere tali prerequisiti, potete passare all’azione.
– Anche gli studi sono importanti.

Una laurea in ingegneria informatica è un viatico tenuto in grande considerazione dalle aziende della valle.
– Tramite questo titolo di studio (e magari anche un dottorato, se avete pazienza e voglia), potrete accedere ai programmi di master per studenti stranieri di una delle tante università della zona. I master non sono gratuiti, ma se siete meritevoli potete ottenere un prestito dal Fondo Studenti Italiani, che incoraggia lo studio dei nostri connazionali negli USA. Il vantaggio di affrontare un master lungo almeno un anno è quello di vedersi rinnovato il permesso di soggiorno e lavoro negli Stati Uniti per altri dodici mesi.
– L’alternativa al master è quella classica: proporsi tramite curriculum vitae. Tutte le aziende della Silicon Valley hanno una sezione dedicata alle cosiddette posizioni aperte. Primo consiglio: non puntare solo sui grossi nomi, Google e compagnia per capirci, ma fare una ricerca più capillare. Secondo consiglio: se avete esperienze pregresse sul campo, corredate il CV di uno showcase, preferibilmente in video.
– Se risponderete ai requisiti di un’azienda, sarà questa a contattarvi per un colloquio.

Anche via Skype, probabilmente. E allora starà a voi sfoderare la versione migliore di voi stessi e tenere le dita incrociate.

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