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Come si trasmette l’ebola

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Come si trasmette l’ebola

Ebola: primo italiano contagiato è in arrivo a Roma

L’ebola è una grave malattia nota anche come “febbre emorragica”. E’ spesso fatale, infatti l’indice di mortalità è di circa 50%.

Colpisce uomini e primati. L’ebola è comparsa per la prima volta nel 1986 in un villaggio della Repubblica Democratica del Congo, nei pressi del fiume Ebola e in Sudan.

La malattia si trasmette all’uomo tramite la manipolazione degli scimpanzé, gorilla, pipistrelli della frutta, scimmie, antilopi di foresta e istrici infetti trovati malati o morti.

La malattia si trasmette da persona a persona con il contatto diretto con sangue, fluidi corporei, saliva, sperma ed escrementi di soggetti infetti, ma può essere trasmessa anche se una persona sana che presenta ferite della pelle o delle mucose entra in contatto con oggetti o vestiti utilizzati da un malato di ebola. Si può prendere la malattia anche se si tocca il cadavere di una persona deceduta per ebola.

Le persone rimangono contagiose fino a che il virus è presente nel sangue e negli escrementi; il virus può permanere nello sperma degli uomini anche fino a sette settimane dopo la guarigione.

Le persone più a rischio durante un’epidemia di ebola sono gli operatori sanitari, i familiari del paziente e coloro che si occupano del cadavere per prepararlo alla cerimonia funebre.

A rischio contagio sono anche i cacciatori che entrano in contatto con le carcasse di animali infetti nella foresta pluviale.

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