“Come uno Schiacciasassi”: riflettere oggi

Firenze

“Come uno Schiacciasassi”: riflettere oggi



“Si può rimanere indifferenti a quanto sta accadendo nel mondo in questo preciso momento storico? Si può voltare lo sguardo altrove facendo finta di non vedere che un Continente intero sta cercando di ribellarsi a secoli di sottomissione e sfruttamento? Si può non provare immensa pietà nel vedere decine e decine di barche, gremite di persone che non hanno davvero nulla da perdere, raggiungere le nostre coste nemmeno fossero le porte per il paradiso? A quanto pare si può. Tutto va avanti, niente si ferma. Come automi non ci fermiamo di fronte a nulla, che siano guerre, calamità naturali o disastri atomici.
Non si ferma la politica -bivacco di maiali all’ingrasso che vivono di qualsiasi cosa dai loro da mangiare- tritando tutto quello che accade nel mondo per usarlo a mo’ di fendente contro la parte avversa, in un gioco che ha il solo scopo di giustificare se stessa, la sua sopravvivenza, gli stipendi milionari dei suoi rappresentanti (certamente non nostri).
Non si ferma l’economia, con i suoi più e i suoi meno in borsa, con gl’indici che salgono e scendono come un elettrocardiogramma impazzito, con i suoi esperti che si arrovellano in valutazioni e stime delle possibili ripercussioni che si avranno sui mercati; ci si preoccupa dei costi del petrolio, dei rincari sulle bollette, di quanto in più ci costerà fare il pieno alla macchina e, paradossalmente, di quanto ci potrebbe far risparmiare l’energia nucleare.

Come se quello che sta succedendo, stia avvenendo in una dimensione parallela, in un mondo sottostante al nostro, un mondo al quale noi non siamo legati. Un iceberg, di cui noi siamo la cuspide, la punta emersa, esposta alla luce, che respira. Questo ci illudiamo di essere, e questo in realtà siamo.
Non si ferma niente, dunque. E il potentissimo e avido ‘circo’ del Calcio, oramai diventato una vera e propria macchina macina-soldi che non spegne mai i riflettori, non fa eccezione. Continuano i campionati nazionali, continuano le grandi rassegne europee; d’altra parte i colossi della pay-TV hanno speso fior di milioni per i diritti di trasmissione delle partite e non hanno intenzione alcuna di rinunciare agli introiti di ritorno; nemmeno di rimandarli, perché si sa, meglio un uovo oggi…
E così andiamo avanti, facendo finta di niente, semplicemente cambiando canale, pensando che con un colpo di telecomando si allontanino da noi quelle brutte cose che vediamo tutte le sere al tiggì.
Viene quasi da domandarsi se sia giusto così in fondo, se il principio per il quale ‘lo spettacolo deve andare avanti’ valga anche in questi casi.

E’ pur vero che ognuno di noi, nel quotidiano, deve fare i conti con la propria realtà fatta di lavoro, di studio, di famiglia, di problemi, di sacrifici, com’è vero che siamo soffocati dalle nostre cose di tutti i giorni, che viste così da vicino ci sembrano giganti a confronto dei lontani avvenimenti portati nelle nostre case solo dai telegiornali. Tutto vero, tutto più che realistico. Ma forse, senza voler far torto a nessuno, dovremmo essere in grado di scegliere, su una scala di valori, quello che è indispensabile al proseguo della nostra vita e quello a cui, in situazioni così drammatiche, potremmo essere pronti a rinunciare, anche soltanto temporaneamente. Perché non siamo automi e non lo vogliamo nemmeno diventare. Perché è triste pensare di vivere in una società così, segnata dall’egoismo e insensibile verso tutto ciò che non la riguarda; una società schiacciasassi, che non si ferma di fronte a nulla.”

Marco Fiorita

Spero che il pezzo vi sia piaciuto quanto è piaciuto a me.

E che vi possa mettere in discussione…
..o almeno darvi spunti di riflessione.

Poichè è sempre più facile dare ascolto a tutto ciò che vediamo sentiamo o leggiamo. Senza coscienza critica, però, si diventa deboli, manovrabili.
Quindi grazie ancora una volta a Marco, e alle sue parole.
Ora fateci sapere cosa ne pensate !

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