Come usare l’olio di jojoba sul viso COMMENTA  

Come usare l’olio di jojoba sul viso COMMENTA  

L’olio di jojoba è usato sa secoli come ingrediente in molti trattamenti cosmetici sia per la pelle che per i capelli. I semi di jojoba contengono oli unici simili alla composizione chimica dell’olio prodotto dalla nostra pelle, conosciuto come sebo. Applicare direttamente quest’olio sul viso prima di andare a letto, idrata la pelle e non evapora come invece accade quando applichiamo le creme a base di acqua. Una belle idratata ed equilibrata produce meno sebo e allevia l’irritazione.

Leggi anche: Litiga con la fidanzata, sale su un traliccio ed ecco cosa succede

1. Apri i pori lavando il viso con acqua calda e un detergente delicato. Risciacquare sempre con acqua calda e asciugare tamponando delicatamente con un asciugamano. Questo gesto aiuta a far assorbire l’olio di jojoba più velocemente alla pelle.

Leggi anche: Spende 80mila euro per somigliare alla star di un talent: ora è pentito. “Rivoglio me stesso”


2. Lega i capelli per evitare di sporcarli. Applica da 2 a 6 gocce di olio di jojoba puro sulle dita e applicarlo sul viso. Non usare più di 10 gocce alla volta per non rendere grassa la pelle.

3. Inizia a massaggiare delicatamente il viso con le dita, insistendo sulle zone più secche, continuare il massaggio per 1 minuto per favorirne l’assorbimento.
4. Eliminare l’olio in eccesso con un fazzoletto. Asciuga delicatamente.

L'articolo prosegue subito dopo

Leggi anche

air-visual-earth
Ambiente

Air Visual Earth: ecco la mappa mondiale dell’inquinamento

E' online la prima mappa mondiale dell'inquinamento dell'aria, si chiama Air Visual Earth. A crearla un team internazionale di ricercatori. Si chiama Air Visual Earth ed è la prima mappa mondiale che mostra la qualità dell’aria del nostro pianeta. Per la prima volta, una rappresentazione di questo genere è stata resa disponibile online. Air Visual Earth mostra in tempo reale la situazione dell’inquinamento sulla superficie della Terra. E’ stata predisposta da un gruppo di ricercatori di vari Paesi, che hanno lavorato sotto il coordinamento di Yann Boquillod, mettendo assieme i dati rilevati dai satelliti e da circa 8 mila stazioni Leggi tutto

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*