Commissione UE, dai migranti lieve effetto favorevole alla crescita

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Commissione UE, dai migranti lieve effetto favorevole alla crescita

“Se gestito in maniera adeguata, il flusso dei migranti avrà un lieve effetto favorevole sulla crescita economica nel breve e nel medio termine”.

È in questi termini che la Commissione Europea ha espresso il proprio parere circa l’impatto economico sul nostro continente del massiccio flusso di migranti sbarcati dall’inizio dell’anno. Lo ha fatto diffondendo ieri una nota informativa rivolta a tutti i governi, in cui si arriva alla conclusione solo dopo numerose e varie considerazioni. Un “lieve effetto favorevole”, si potrebbe notare, è come dire nulla, ma, in tempi in cui anche un decimo di punto percentuale è fondamentale, occorrerebbe capire la traduzione numerica del generico aggettivo scelto dai tecnici della Commissione UE.

“Il forte incremento nelle richieste di asilo ha messo sotto pressione diversi Paesi Ue, territorio sia di transito sia di destinazione. La capacità di accoglienza è stata messa a dura prova, spesso in un clima di tensione politica e sociale” ha scritto la Commissione, riconoscendo che “gli arrivi si sono concentrati in ampia maggioranza su tre Paesi, Grecia, Italia e Ungheria, dove a fine settembre i flussi risultano pari rispettivamente a 350.000, 129.000 e 204.000.

Si tratta per la stragrande maggioranza – ma non soltanto – di potenziali rifugiati cui concedere asilo politico”.

“Significativamente aumentato quest’anno” prosegue la nota UE, “il flusso dei rifugiati farà crescere la spesa pubblica in alcuni paesi membri”, ma a breve e medio termine “questo dovrebbe tradursi in un aumento della forza lavoro e degli occupati, una volta che i lavoratori che ne hanno la qualifica siano assorbiti dal mercato del lavoro”.

L’impatto dei migranti, però, comporta un incremento dello 0.2% della popolazione totale, è la considerazione a margine esposta dalla Commissione, come a evidenziare che, tutto sommato, si sta parlando di ben poca cosa. Sopra tutto, comunque, la relazione presentata pone in primo piano l’importanza delle misure che ciascun governo saprà adottare per favorire l’entrata dei migranti nel mondo del lavoro, in maniera da trasformarli da rifugiati a carico dello Stato ospitante (incremento della spesa pubblica) a salariati, cioè consumatori e contribuenti (pareggio della spesa pubblica). Di integrazione o di qualsiasi altro aspetto non quantificabile a bilancio la Commissione si interessa poco.

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