Commissione Ue: regole già prevedono gli eventi eccezionali COMMENTA  

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Continuano le trattative fra la Commissione Ue e il governo italiano per la manovra finanziaria 2017. Scontro sugli eventi eccezionali.

Per quanto il premier Matteo Renzi abbia di recente ribadito che “non c’è nessun braccio di ferro con l’Europa”, quello in atto in merito alla manovra finanziaria italiana del prossimo anno, più che una discussione, sta sempre più assumendo le fattezze di un vero e proprio scontro.


Da un lato l’Italia continua a ribadire la necessità imprescindibile di considerare come eventi eccezionali sia l’immigrazione, sia i terremoti, con la conseguenza che i relativi esborsi statali non devono essere conteggiati nel disavanzo. Dall’altro la Commissione Europea, che nei giorni scorsi ha inviato una lettera con osservazioni e richieste di chiarimento al governo italiano, ricevendo da quest’ultimo risposte giudicate non soddisfacenti.


Le regole attuali già permettono di considerare gli eventi eccezionali

“Sotto le attuali regole Ue”, hanno specificato dalla Commissione, “ci sono modi per escludere i costi a breve termine in risposta alle grandi catastrofi naturali, che vengono considerati misure one-off esclusi dagli sforzi di bilancio quando si valuta il rispetto del patto di stabilità”. “Qualsiasi costo che potrebbe rientrare nei criteri sarà valutato quando riceveremo tutti i dettagli dalle autorità italiane”, ha poi aggiunto una portavoce Ue.


Immigrazione, terremoto e edilizia scolastica sono da considerare eventi eccezionali

La replica da parte di Renzi non si è fatta attendere. “Noi stiamo rispettando le regole europee che prevedono le clausole eccezionali”, ha sottolineato ancora una volta il premier, “il punto è che immigrazione e terremoto sono eventi eccezionali, e io considero eccezionale anche ciò che serve per mettere a posto l’edilizia scolastica”, perché “abbiamo avuto tre terremoti in sette anni”, chiara evidenza che “in Italia c’è un problema sismico”.

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A questo punto si attende una nuova risposta da parte di Bruxelles. Non è improbabile che dalla Commissione arrivi una lettera con ulteriori richieste di chiarimento.

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