Compravendita di auto online: il buon senso è d’obbligo

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Compravendita di auto online: il buon senso è d’obbligo

L’impetuoso sviluppo dell’e-commerce negli ultimi anni ha avuto un impatto decisivo anche sul settore della compravendita di veicoli usati, anticipando una rivoluzione che ha permesso a molti proprietari e compratori di approfittare dei vantaggi e dell’orizzontalità che il web è capace di garantire, evitando così il ricorso a concessionarie e rivenditori tradizionali.

Inevitabile che con ciò, tuttavia, aumenti esponenzialmente anche il rischio di incorrere in truffe legate alla vendita di auto, soprattutto quando chi decide di fare affari online è alle prime armi e poco avvezzo a negoziazioni che prevedono in genere il trasferimento di importi non proprio indifferenti; non a caso, il web pullula di pagine che mettono in guardia contro i concreti rischi legati a questa pratica, alla luce di stratagemmi purtroppo consolidati che dimostrano come la fantasia dei professionisti della truffa automobilistica ‘2.0’ sia inesauribile.

In un’ipotetica graduatoria dei casi più sospetti, davanti ai quali dovrebbe immediatamente suonare il campanello di allarme, metteremmo probabilmente al primo posto il caso di una proposta diretta di acquisto dall’estero; gli elementi ricorrenti sono generalmente la richiesta dell’IBAN, attraverso cui il sedicente compratore – di norma residente in qualche paese dell’Africa occidentale, Costa d’Avorio e Nigeria in testa – afferma di voler effettuare il deposito anticipato, per poi essere bombardati da e-mail provenienti da organismi dediti a contrastare il riciclaggio di denaro che richiedono il pagamento di una percentuale per sbloccare il trasferimento.

Troppo fantasioso? Che ci crediate o meno, è una trappola in cui molti sono già caduti.

C’è poi il classico caso del pagamento mediante assegni circolari scoperti, accettati da più di un venditore in seguito a un incontro durante il quale un complice del truffatore, generalmente dai modi affabili e di bella presenza, presenterà argomenti apparentemente validi per farvi accettare questa modalità di pagamento; quando scoprirete l’inganno, però, sarà troppo tardi, e dopo qualche rapido controllo vi renderete conto di essere rimasti con un pugno di mosche in mano, constatando che in molti casi il mezzo è gia stato radiato dal registro automobilistico ed esportato. Anche in caso di assegno bancario convenzionale, è comunque una buona idea verificare sempre non solo l’identità del vostro interlocutore, ma soprattutto la disponibilità di fondi, comunicando alla banca il numero dell’assegno e i dati dell’intestatario del conto.

Tra i vari consigli reperibili in rete, verificate sempre l’autenticità dei documenti, tanto dell’acquirente quando del mezzo, controllando ad esempio che i numeri di telaio coincidano con quelli riportati sul libretto; se siete voi ad acquistare, non sarebbe una cattiva idea far visionare il veicolo da un vostro meccanico di fiducia prima di formalizzare l’acquisto, giacché è sempre più comune il caso di auto schilometrate – ovvero, soggette ad una manomissione del contachilometri per farle apparire più giovani di quanto effettivamente siano.

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