Conclave: una votazione segretissima quasi immutata nei secoli

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Conclave: una votazione segretissima quasi immutata nei secoli

Cardinali: sono 116 quelli “chiusi a chiave” nella Cappella Sistina, il gruppo più cospicuo è quello italiano. Gli ultra 80enni presenti solo alla preparazione del conclave.

Divieto assoluto di contrattazione o promesse di voti, pena la “scomunica”. Lunedì 4 marzo cominceranno le preparazioni. Data del conclave ancora da fissare, si parla del 10 marzo

Con la morte del Papa, o di abdicazione come in questo caso, comincia la “Sede Vacante” (iniziata giovedì 28 febbraio alle ore 20.00). Da questo momento di “vacanza” tutti i Capi dei Dicasteri della Curia Romana decadono, dal Cardinale Segretario di Stato ai Cardinali Prefetti, compresi i Presidenti Arcivescovi, e con loro i membri dei medesimi Dicasteri. Viene fatta eccezione per il Camerlengo di Santa Romana Chiesa (card. Bertone) e il Penitenziere Maggiore (card. Monteiro de Castro), i quali continuano a svolgere gli “affari ordinari“. In questo periodo il Collegio dei Cardinali non ha nessuna potestà o giurisdizione sulle questioni spettanti al Sommo Pontefice, che dovranno essere tutte ed esclusivamente riservate al futuro Papa.

Saranno possibili soltanto azioni di governo relative ad affari ordinari o indilazionabili. Due Congregazioni di cardinali sbrigheranno gli affari della Chiesa: una Congregazione generale, composta dall’intero Collegio, e una Congregazione particolare composta dal Cardinale Camerlengo e da tre cardinali estratti a sorte, che vengono avvicendati ogni tre giorni, sempre con una estrazione a sorte. In questa Congregazione particolare vengono affrontate soltanto questioni di minore importanza, man mano che si presentano. Il Papa viene eletto dal Collegio dei Cardinali elettori, quelli cioè che non hanno compiuto gli 80 anni il giorno in cui inizia la vacanza della Sede Apostolica.

Non possono essere più di 120, solo 116 partecipano. Il gruppo più cospicuo è quello italiano: 28 Cardinali. I prelati che provengono dal resto d’Europa sono 33, seguiti dai 19 dell’America Latina, 14 dall’America Settentrionale, 11 dall’Africa, 10 dall’Asia e 1 dall’Oceania. I cardinali ultraottantenni presenziano soltanto alle riunioni preparatorie del Conclave. L’elezione dovrà iniziare entro il quindicesimo giorno dall’inizio della Sede vacante, o comunque non oltre i 20 giorni.

Il luogo dell’elezione è quello tradizionale della Cappella Sistina. L’elezione avviene a scrutinio segreto e i cardinali sono tenuti al segreto su tutto ciò che in qualsiasi modo abbia attinenza con l’elezione del Romano Pontefice, sia durante che dopo tale elezione. A tale segreto sono vincolati da solenne giuramento. Inoltre, durante tutta la durata del Conclave, i Cardinali elettori sono obbligati a vivere in totale isolamento con l’esterno: nulla possono comunicare, nulla possono ricevere. L’elezione, per esser valida, deve avvenire sempre a maggioranza dei due terzi dei Cardinali elettori presenti. Vengono estratti a sorte tre cardinali Scrutatori, tre Infirmarii, incaricati a raccogliere i voti di eventuali cardinali infermi, e tre Revisori. Ogni Cardinale elettore scrive sulla scheda il nome del suo preferito, segretamente e dissimulando la calligrafia, e piega in due il foglio. Dopo di che, quando è il suo turno, va a consegnare la scheda al tavolo degli Scrutatori, presso l’altare della Cappella Sistina.

Le schede vengono poste in un’urna.

Gli Scrutatori mescolano le schede, le contano (se il conteggio non corrisponde al numero degli elettori bisogna ricominciare da capo la votazione) e poi ne leggono ad alta voce il contenuto. Quindi vengono conteggiati i voti, si controlla che tutta la procedura sia avvenuta correttamente e si bruciano le schede. Se un Cardinale non ha ottenuto i voti dei due terzi degli elettori, si procede subito ad un’altra votazione. Ogni giorno si potranno tenere quattro votazioni, due la mattina e due il pomeriggio. Il primo giorno di Conclave, iniziando l’elezione nel pomeriggio, ci sarà soltanto uno scrutinio. Dopo 34 scrutini senza esito, si voterà il ballottaggio tra i due Cardinali che hanno ricevuto più voti, e sarà richiesta sempre la maggioranza dei due terzi (questa è un’innovazione di Benedetto XVI nel 2007; la Universi Dominici Gregis prevedeva a questo punto la maggioranza semplice) per garantire all’eletto la più larga rappresentatività. Il Cardinale Decano chiede all’eletto: «Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?» e ricevuto l’assenso gli chiede: «Come vuoi essere chiamato?». Nel momento dell’accettazione, l’eletto è immediatamente Vescovo della Chiesa Romana, vero Papa e Capo del Collegio Episcopale; lo stesso acquista di fatto la piena e suprema potestà sulla Chiesa universale, e può esercitarla.

Oltre all’obbligo del silenzio già citato, Giovanni Paolo II nella Universi Dominici Gregis impone severamente -sotto pena di scomunica- il divieto di contrattazioni, promesse di voti, e di accettare pressioni da qualsivoglia autorità civile. È vietato prendere impegni di comune accordo, prima dell’elezione, obbligandosi ad attuarli nel caso che uno di loro sia elevato al Pontificato. Tali promesse sarebbero comunque nulle.

I Cardinali elettori vengono invitati «a non lasciarsi guidare, nell’eleggere il Pontefice, da simpatia o avversione, o influenzare dal favore o dai personali rapporti verso qualcuno, o spingere dall’intervento di persone autorevoli o di gruppi di pressione, o dalla suggestione dei mezzi di comunicazione sociale, da violenza, da timore o da ricerca di popolarità. Ma, avendo dinanzi agli occhi unicamente la gloria di Dio ed il bene della Chiesa, dopo aver implorato il divino aiuto, diano il loro voto a colui che anche fuori del Collegio Cardinalizio avranno giudicato idoneo più degli altri a reggere con frutto e utilità la Chiesa universale».

La Universi Dominici Gregis ricorda a tutti che l’elezione del nuovo Pontefice non deve essere un fatto isolato dal Popolo di Dio e riguardante il solo Collegio degli elettori, ma, in un certo senso, un’azione di tutta la Chiesa. In tempo di Sede Vacante, e soprattutto durante il periodo in cui si svolge l’elezione del Successore di Pietro, la Chiesa è unita in modo del tutto particolare con i sacri Pastori e specialmente con i Cardinali elettori del Sommo Pontefice, e implora da Dio il nuovo Papa come dono della sua bontà e provvidenza. In tutte le città e anche in altri luoghi, appena iniziata la vacanza della Sede Apostolica, si dovranno elevare umili e insistenti preghiere al Signore affinché illumini l’animo degli elettori e li renda così concordi nel loro compito, che si ottenga una sollecita, unanime e fruttuosa elezione, come esige la salute delle anime ed il bene di tutto il Popolo di Dio.

Una nota per i Cardinali che vista dell’età non godono più del diritto di partecipare all’elezione del Sommo Pontefice: «Per lo specialissimo vincolo con la Sede Apostolica che la porpora cardinalizia comporta, si pongano alla guida del Popolo di Dio, radunato particolarmente nelle Basiliche Patriarcali della città di Roma ed anche nei luoghi di culto delle altre Chiese particolari, perché con la preghiera assidua ed intensa, soprattutto mentre si svolge l’elezione, si ottengano dall’Onnipotente Iddio l’assistenza e la luce dello Spirito Santo necessarie ai Confratelli elettori, partecipando così efficacemente e responsabilmente al compimento nel provvedere la Chiesa universale del vicario di Cristo e guida».

(F.B)

Pagi

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