Conclusa la conferenza mondiale sul clima a Doha

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Conclusa la conferenza mondiale sul clima a Doha

Si è conclusa ieri, dopo un’ultima, estenuante seduta di trattative, protrattasi per oltre 36 ore, la conferenza mondiale sul clima a Doha, negli Emirati Arabi Uniti. Come prevedibile non sono mancate divergenze tra i 197 paesi partecipanti. A emergere ancora una volta è stata una profonda divisione tra nazioni sviluppate, che affrontano le questioni ecologiche più da una posizione di principio, e stati più poveri, che invece vivono più direttamente sulla loro pelle gli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici.

In particolare hanno lanciato un grido di allarme i piccoli paesi insulari dell’Oceano Indiano e Pacifico, seriamente minacciati dall’innalzamento dei mari. Riuniti nell’AOSIS (Alliance of Small Island States), sono stati i capofila nel proporre la creazione di un nuovo fondo d’aiuti per i paesi sottosviluppati. Questo fondo, cui dovrebbero contribuire le nazioni più ricche, verrebbe destinato a porre riparo ai danni causati da eventi naturali catastrofici, conseguenza dei cambiamenti climatici. Si tratta di una mossa che ha non solo un immediato scopo umanitario, ma anche una portata politica di più ampio raggio. Contribuendo considerevolmente a fronteggiare i danni di disastri ambientali, infatti, i paesi sviluppati potranno toccare con mano i costi elevatissimi di un mancato ridimensionamento dell’emissione di gas serra e saranno così indotti a prendere provvedimenti più efficaci in merito.

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