Condanna Berlusconi, tanto rumore per (quasi) nulla. La Santanchè: «Si ricandidi, vogliono ucciderlo»

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Condanna Berlusconi, tanto rumore per (quasi) nulla. La Santanchè: «Si ricandidi, vogliono ucciderlo»

MILANO – La condanna di Berlusconi ha scatenato la reazione scatenata della rete, sia di giubilo che di protesta (Il Giornale titolava Le toghe non mollano. Berlusconi condannato). La sentenza che ha inflitto quattro anni all’ex premier, nonché l’interdizione ai pubblici uffici, in ogni caso, ha fatto saltare ieri sera numerosi tappi di quello champagne da tempo tenuto in fresco per questo momento.

Tuttavia, rileggendo la sentenza siamo sicuri, e questo vale sia per i pro che per i contro Berlusconi, che questa sia da tenere così in considerazione? Le pagine di Facebook piene di post inneggianti alla caduta di Silvio non sono un tantino esagerate? Secondo i sostenitori del Cavaliere, a quanto pare no.

In un’intervista rilasciata a Repubblica, Daniela Santanchè, che alla notizia del ritiro dalla scena politica dell’ex premier aveva dichiarato battagliera di essere «molto contenta della decisione che ha preso Berlusconi perché usciamo dall’immobilismo. Io sono pronta a candidarmi (alle primarie ndr) perché c’è bisogno di linee politiche diverse da offrire alla gente.

E che vinca il migliore», oggi con un’incredibile inversione ad U di coerenza sembra essersi rimangiata tutto quanto.

«Dopo la condanna a 4 anni in primo grado per frode fiscale, Silvio Berlusconi è obbligato a ricandidarsi per difendersi e per evitare di fare la fine di Enzo Tortora, ucciso dalla malagiustizia» ha affermato l’ex sottosegretario del Governo Berlusconi IV. Tanto per puntualizzare la situazione, e cadere negli estremismi, la Santanchè dichiara sicura che quella del Tribunale di Milano è «una sentenza politica, con motivazioni politiche e scritta in maniera politica. E’ inaccettabile,l’hanno fatta per ammazzare Berlusconi. Vogliono ucciderlo». Che deve fare Silvio, allora, per evitare una così proditoria morte? Fare quello che effettivamente ha già fatto, nel lontano 1994: «È meglio che stia in politica, a capo di un partito si può combattere meglio. Ci sono milioni di italiani che vogliono combattere per il garantismo».

Allora è vero che il Cavaliere è stato disarcionato definitivamente e rischia sul serio di finire dietro le sbarre! Beh, insomma.

La sentenza del Tribunale di Milano è soltanto in primo grado, quindi adesso seguiranno tutti gli altri gradi di giudizio.

E non sta certo a noi dire quanto può differire una sentenza dal primo al secondo grado (o al terzo). Prendiamo anche il caso che venga alla fine condannato a quattro anni: con l’indulto la condanna per frode fiscale si abbasserebbe di tre anni, quindi sconterebbe solo un anno di carcere e forse anche passando dal “Via”, perché la pena potrebbe essere scontata ai domiciliari. Sempre che gli anni rimangano quattro, dal momento che se diventano tre, il reato viene azzerato. L’interdizione dai pubblici uffici, poi, non sarebbe una gran perdita: Berlusconi aveva già detto che mollava, ricordate? Infine la pena economica: cosa volete che siano 10 milioni di euro da pagare al fisco, rispetto ai 564 milioni che l’ex premier ha dovuto a De Benedetti nella vicenda del Lodo Mondadori, nonché di fronte ad un patrimonio stimato da Forbes intorno ai 5,9 miliardi di euro.

In tutto questo aggiungiamo l’auspicio di Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano: «Sono convinto che il presidente Silvio Berlusconi sarà completamente scagionato da tali accuse nei successivi gradi di giudizio».

Alla luce di tutto questo, non sembra un po’ troppo presto per ballare o piangere sulla tomba di Silvio?

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