Confagricoltura impegnata per la salvaguardia della piccola proprietà contadina COMMENTA  

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Dal prossimo anno i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali rischiano di perdere un’agevolazione storica: l’applicazione delle imposte fisse di registro ed ipotecaria sull’acquisto di terreni agricoli. Sull’argomento la Confagricoltura è impegnata in un confronto con il governo e le forze politiche per escludere l’applicazione delle nuove norme previste dal D.L. n. 104/2013 al trasferimento dei terreni agricoli che subirebbe un aggravio insostenibile.

Il decreto legge in oggetto ha introdotto, infatti, importanti modifiche alla disciplina delle imposte di registro, catastali e ipotecarie, ed in materia di accise su birra e alcolici. Più in particolare, però, ha previsto l’abrogazione di tutte le agevolazioni esistenti, compresa l’applicazione dell’imposta catastale dell’1% e dell’imposta fissa di registro e ipotecaria per gli atti traslativi di terreni agricoli a favore di IAP e coltivatori diretti, nonché delle agevolazioni previste per i trasferimenti di terreni nell’ambito di un compendio unico e nelle zone montane. Il decreto, sempre dal 1° gennaio 2014 stabilisce, inoltre due sole aliquote del 9% e del 2%, rispettivamente, per gli atti traslativi o costitutivi diritti reali su beni immobili in via generale (compresi i terreni agricoli) e per gli atti che hanno ad oggetto case di abitazione (prima casa), ad eccezione di quelle di categoria catastale A1/ A/8 e A/9. “Siamo di fronte ad un provvedimento molto penalizzante e grave per la nostra agricoltura perché a queste condizioni – dichiara Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo – il rischio è che la terra diventi sempre più ‘bene rifugio’ a disposizione di tutti indistintamente, mentre gli imprenditori, che non possono fare a meno di un tale ‘bene produttivo’, saranno ostacolati nello svolgimento delle loro attività e nel processo di crescita dimensionale, necessario per allinearci agli standard medi di altri Paesi europei”.

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