Confindustria all’attacco dell’articolo 18 COMMENTA  

Confindustria all’attacco dell’articolo 18 COMMENTA  

Emma Marcegaglia
Emma Marcegaglia

Si temeva una chiusura a riccio dei sindacati, nella discussione sulla riforma del mercato del lavoro, invece, mentre Cgil, Cisl e Uil lavorano a una piattaforma comune su cui trattare col governo Monti per la riforma del lavoro e dimostrano caute aperture, la leader degli industriali Emma Marcegaglia decide di andare alla guerra sull’articolo 18 e abbandona le cautele diplomatiche affermando che il reintegro del lavoratore licenziato, in base all’articolo dello Statuto dei lavoratori, è un’anomalia del sistema italiano. E se questo non del tutto vero, la Marcegaglia dimostra di non voler stare a sottilizzare: “Il reintegro esiste formalmente anche altrove in Europa, ma sostanzialmente non viene usato. In alcuni paesi viene utilizzato solo in caso di licenziamento discriminatorio, come, ad esempio, previsto in Francia”, Abbastanza incredibilmente, la stessa Marcegaglia ha poi voluto aggiungere che Confindustria non affronta il tema “in modo ideologico”. Se si considera che in Italia i lavoratori interessati dalle tutele dello Statuto dei Lavoratori sono una estrema minoranza, in quanto il nostro sistema produttivo è caratterizzato dalla piccola impresa ove esso non si applica, si capisce come l’offensiva dei settori oltranzisti del mondo confindustriale sia proprio caratterizzato da un furore ideologico che rischia di rendere infuocata la discussione e difficile il compito del governo. Proprio Elsa Fornero aveva cercato di allontanare questo pericolo nei giorni passati, accantonando il tema dei licenziamenti facili, tema del tutto incomprensibile in un paese ove il problema non è certo quello di mandare i lavoratori a casa, ma di far lavorare tutti, soprattutto quei giovani che hanno stabilito un record dietro l’altro di inoccupazione e i cosiddetti scoraggiati, quei milioni di cittadini che non cercano neanche più il lavoro, convinti della sostanziale inutilità della operazione. In effetti, i toni usati dalla Marcegaglia, vanno nettamente a stridere con l’apertura che poco prima aveva espresso Susanna Camusso, segretario generale della Cgil. “Siamo seriamente interessati a provare a fare un accordo sindacale con il governo, ma, come sempre, sarà il merito a decidere”. E se il merito deve essere l’articolo 18, si può essere sicuri in partenza del fallimento che aspetta l’azione di conciliazione del governo.


 

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