Confindustria Cuneo discute con politica e sindacato il suo progetto di crescita

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Confindustria Cuneo discute con politica e sindacato il suo progetto di crescita

Cuneo – Lunedì 11 febbraio alle ore 18, presso il Centro Incontri della Provincia di Cuneo (corso Dante 41), Confindustria Cuneo ha invitato alcuni autorevoli esponenti della politica e del mondo economico locale e nazionale ad un incontro per presentare e discutere il documento appena approvato dalla Giunta nazionale, “Crescere si può e si deve. Il progetto Confindustria per l’Italia”. Il programma intende riportare al centro del dibattito l’industria ed il lavoro con una tabella di marcia che la prossima legislatura dovrà seguire per intraprendere le grandi riforme di cui ha bisogno il Paese. la partecipazione all’incontro è aperta a tutti, previa prenotazione telefonando allo 0171/455.503 o scrivendo a comunicazione-immagine@uicuneo.it.
Dopo l’introduzione del presidente di Confindustria Cuneo, Nicoletta Miroglio, il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, presenterà il “Progetto Confindustria per l’Italia”. A seguire sarà il giornalista Andrea Cabrini (direttore Class-Cnbc) a moderare un dibattito in cui interverranno il segretario generale Uil, Luigi Angeletti; l’imprenditore Paolo Vitelli (Gruppo Azimut Benedetti); i parlamentari cuneesi Enrico Costa, Guido Crosetto, Cesare Damiano e Michelino Davico.
“Dobbiamo riconquistare la crescita, creare lavoro, riconoscere e riaffermare la centralità delle imprese, infondere fiducia negli italiani, restituire ai giovani un futuro di progresso, facendo ripartire subito l’economia e rilanciando l’industria, vera colonna portante del Paese – spiegano da Confindustria -.

Servono scelte immediate, forti e coraggiose. Senza queste scelte nei prossimi anni non cresceremo di più dello 0,5% all’anno. L’alternativa è il declino. Non possiamo e non vogliamo accettarlo. Ne va del futuro dei nostri giovani e delle nostre imprese. Dobbiamo tornare a crescere. È un imperativo. È un obiettivo raggiungibile. Il nostro è un progetto che non guarda al consenso, ma alla crescita, che dice la verità su quello che serve per il bene del Paese. Per essere di nuovo prospero e padrone del proprio destino e poter così contribuire a costruire un’Europa più forte e unita”.

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