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Confindustria Cuneo verso il ricorso al Tar per fermare l’entrata in vigore del Sistri

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Confindustria Cuneo verso il ricorso al Tar per fermare l’entrata in vigore del Sistri

Cuneo – “Nonostante la sua conclamata inefficacia, la sua onerosità economica e la complessità d’utilizzo, ad oltre tre anni e mezzo dalla pubblicazione della norma che ha istituito il Sistri, il Ministero dell’Ambiente ha deciso di riavviare il sistema senza tener conto delle prese di posizione delle associazioni di categoria a livello nazionale e di quelle delle nostre aziende associate che più volte hanno segnalato quanto esso sia uno strumento inservibile”. Con questa motivazione Confindustria Cuneo e le aziende associate stanno avviando, per la prima volta in Italia, un ricorso al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento del decreto 96/2013 del ministero dell’Ambiente che ha ufficializzato la ripartenza del Sistri, il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali. La raccolta delle sottoscrizioni avverrà presso Confindustria Cuneo e si chiuderà giovedì 13.
Il decreto in questione ha previsto la riattivazione del sistema dal prossimo 1° ottobre 2013 per i produttori di rifiuti pericolosi con più di dieci dipendenti e per gli enti e le imprese che gestiscono rifiuti pericolosi, mentre per tutte le altre imprese il riavvio è fissato al 3 marzo 2014.
“Confindustria Cuneo – afferma il presidente Franco Biraghi – ha deciso di supportare le imprese associate interessate sostenendo i costi del ricorso e sottoscrivendo ‘ad adiuvandum’ il ricorso delle imprese.

In caso, quindi, di buon esito del ricorso il decreto ministeriale verrebbe annullato, rimandando l’operatività del Sistri ad altre successive valutazioni da parte del Governo. Tale annullamento aprirebbe la strada a possibili risarcimenti a favore delle imprese ricorrenti per i costi sostenuti a causa degli adempimenti previsti dall’istituzione del Sistri”.
Oltre ad un suo annullamento per vizi di legittimità, il ricorso chiede la sospensione cautelare del decreto per evitare l’immediata operatività del Sistri secondo le due date previste (1° ottobre 2013 e 3 marzo 2014), la disapplicazione delle norme di legge sul Sistri poiché in contrasto con l’ordinamento comunitario di libera circolazione e libera iniziativa economica dei privati e infine la proposizione della questione di legittimità costituzionale della disciplina di legge sul Sistri, al fine di ottenere dal Tar il rinvio della questione alla Corte costituzionale.
“Occorre tuttavia segnalare – conclude Biraghi – che, mentre l’eventuale annullamento del ricorso produrrebbe effetti per tutte le imprese coinvolte dall’operatività del Sistri, la concessione della misura cautelare della sospensione del provvedimento impugnato gioverebbe solamente alle imprese ricorrenti.

In sostanza, potranno beneficiare dell’eventuale sospensione concessa dal Tar soltanto le imprese che sottoscriveranno il nostro ricorso”.

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