Confindustria: predica bene e razzola male

Roma

Confindustria: predica bene e razzola male

 

Grazie ai dati trapelati , tra cui il segretissimo bilancio
dell’associazione ,sono emerse notizie che contraddicono parecchio l’operato e
la deontologia stessa di Confindustria , che non a caso nell’ultimo anno ha perso
qualche pezzo da novanta, tra cui la Fiat che voleva avere mano libera sui
contratti dei metalmeccanici, ma ha parlato anche di eccessiva politicizzazione
dell’associazione, Cartiere Paolo Pigna, Tessili di Prato, Giordano Riello e
Nero Giardini.

Lo scorso 2 ottobre Giorgio Squinzi ha protestato “Stiamo
morendo di tasse”, per poi tornare alla carica sulla questione del carico
fiscale sul lavoro. “L’obiettivo di ridurre il costo del lavoro è una delle
cose in cui dobbiamo intervenire, anche per dare un segnale. E, visto anche il
modesto ammontare degli incentivi, per le imprese non è un problema
rinunciarci”

C’è da chiedersi se negli incentivi sono inclusi anche i
circa 40 milioni annui che arrivano alla confederazione dalle aziende di Stato
associate, che come tutti i soci (secondo i dati ufficiali 149.288 per un
totale di 5.516.975 occupati) versano ogni anno a Confindustria una quota
contributiva parametrata sul numero e il salario dei dipendenti per potere.

Fra queste, la più importante è Eni, che sulla designazione
alla guida degli industriali, ha avuto un ruolo “decisivo”.

Ma anche l’Enel, le
Poste, le Ferrovie, Finmeccanica e Terna tutte aziende di grosso calibro, che
versano ogni anno diversi milioni per
farsi rappresentare dall’associazione presso il loro azionista nelle sue
svariate forme.

Oltretutto lo Stato possiede una vasta gamma di enti che
sostengono le imprese italiane oltreconfine a spese del contribuente, dall’Ice
all’Enit , per citare qualche nome, passando per le sedi delle missioni all’estero
delle Regioni fino alla rete delle Camere di Commercio che sono cofinanziate
dal ministero dello Sviluppo economico

Forse non tutti sanno che nel 2011 3,2 milioni di euro,
l’8,2% dei 39,341 milioni di euro di contributi associativi che dalla periferia
sarebbero dovuti arrivare nelle casse di Viale dell’Astronomia, non sono giunti
a destinazione. Stessa cosa è accaduta anche nel 2010, quando la quota
destinata all’associazione centrale, (che viene sottratta dai circa 500 milioni
raccolti annualmente a livello territoriale), è arrivata decurtata
misteriosamente di 2,066 milioni:
nell’arco di un anno, quindi, il tasso di crescita della morosità dei soci è
stato del 57,34 per cento.

Per quanto riguarda la puntualità nei pagamenti Squinzi ha
poleminzzato “Noi tutti abbiamo difficoltà, e in modo particolare chi è a
contatto diretto con la pubblica amministrazione conosce sulla propria pelle
una situazione indegna di un Paese civile in cui i ritardi dei pagamenti,
nell’ordine dei 90 miliardi, non permettono una vita normale, un’azione
equilibrata alle imprese”, per poi aggiungere che “una pubblica amministrazione
più efficiente è una pubblica amministrazione che paga i suoi debiti in tempi
ragionevoli”.

Certo il discorso non fa una piega, ma non è chiaro cosa intenda
si tempi ragionevoli , dal momento che nel bilancio 2011 l’associazione ha
iscritto debiti verso i fornitori per 1 milione di euro, mentre l’anno prima
sotto la stessa voce c’erano 1,2 milioni.

Parlando dello spread la Marcegaglia lo scorso 7 marzo dichiarò
“La fase più acuta della crisi sembra alle spalle: l’Italia non è al centro dei
problemi del debito e la credibilità migliora come dimostra il calo dello
spread, ma ancora non basta perché il livello resta comunque alto e sul lungo
periodo non è sostenibile.Lo scenario è migliorato, ma ci sono ancora delle
criticità”

Certo nessuno ha mai creduto che il miglioramento sia da
attribuire a Confindustria, che tra gennaio e febbraio si è affrettata a
ridurre drasticamente la sua esposizione sui titoli di Stato vendendo in
anticipo 10 dei 18 milioni di euro di Btp che possedeva, la metà dei quali
sarebbero nove mesi dopo.

Probabilmente la lungimirante Confindustria riteneva
più sicuri dei titoli di Stato ,i bond del Monte dei Paschi di Siena, cioè la
banca che sta facendo man bassa di aiuti pubblici e che, vista la drammatica
situazione dei conti, avrà presto il Tesoro tra i suoi azionisti:
l’investimento nelle obbligazioni di Rocca Salimbeni in scadenza a fine 2013 è
di 9,9 milioni; la fiducia di Confindustria nei confronti di Banca Intesa è ancora più bassa: sui suoi bond ha puntato
“solo” 3 milioni.

Bisogna d’altra parte precisare che parte degli investimenti
dell’associazione sono fuori dal sistema: più della metà del totale, 27 milioni
di euro, sono infatti stati usati per stipulare una polizza assicurativa con
Chiara Vita, compagnia del gruppo svizzero Helvetia.

Parliamo adesso del costo delle lobby: nel 2011 sono stati spesi 1,2 milioni per finanziare 12 mesi di stage
presso “le diverse sedi del Sistema di rappresentanza” dei 100 giovani
selezionati dal Progetto 100 giovani per 100 anni, attinti dalla Riserva Attività
Istituzionali.

Un milione e ottocentomila euro, sono evaporati in viaggi e
trasferte ed un milione per attività di
rappresentanza e missioni estere.

Questi “i costi per la normale gestione dell’associazione”
che ha assistito nel 2011 ad un notevole ridimensionamento delle disponibilità
bancarie (-11 milioni) a quota 4,6 milioni. Ma su tutti il costo maggiore è
quello del lavoro: gli stipendi del personale costano all’associazione 12,128
milioni al netto di oneri previdenziali e accantonamenti per il tfr, somma che
per le 164 persone che lavorano in viale dell’Astronomia fa uno salario medio
di 5700 euro, per non parlare del costo per consulenti e collaboratori, che
l’anno scorso tra la crisi e la fine del mandato della Marcegaglia, sono
costati 2,166 milioni.

Tutti questi costi hanno finito per spolpare le casse di Confindustria,
incluse le perdite di tre controllate al 100% su sei, infatti, tra il 2010 e il
2011 il patrimonio della Confindustria è diminuito di 807mila euro.

Ma sarebbe
andata peggio se la quota di controllo del Sole 24 Ore fosse stata valutata ai
valori di Borsa, difatti il gruppo non ha utili da parecchio tempo (8,4 milioni
il rosso 2011, perdita che è già stata replicata nella sola metà del 2012), è
iscritto nel bilancio al valore di 1,47 euro per azione per un totale di 132
milioni di euro.

Peccato però che in Borsa il titolo si attesti intorno ai 60
centesimi che, se utilizzati come valore di riferimento, toglierebbero alla
partecipazione quasi 78 milioni di euro con ripercussioni dirette sul
patrimonio dell’editore. Ma questo succede solo se si applicano i principi
contabili internazionali che usano le società quotate in Borsa.

Tuttavia, secondo un’analisi che verifica se le attività
siano iscritte o meno ad un valore superiore rispetto a quello reale sia in
termini di uso dell’asset che di eventuale cessione, Confindustria non intende procedere
alla svalutazione, ma nel frattempo al Sole 24 Ore è attivo un contratto di
solidarietà per tagliare il costo del lavoro dei 1874 dipendenti –( passati in
questo modo a carico degli enti
previdenziali) – e le previsioni non sono affatto buone!

In questo modo tuttavia Confindustria è riuscita ad
archiviare il bilancio dello scorso anno con un risultato positivo della
gestione operativa e finanziaria da 2,2 milioni di euro, utilizzato per foraggiare
tutti gli accantonamenti sul Fondo Rischi “per consentire il proseguimento
della ristrutturazione organizzativa” e la Riserva attività istituzionali che
era stata prosciugata dal progetto 100 giovani per 100 anni.

Questa è la situazione e ciò che accadrà
almeno finché le aziende di Stato continueranno a versare le quote e non decideranno
che far lobby presso se stessi non è poi di così necessario

3 Commenti su Confindustria: predica bene e razzola male

  1. POLITICI PREDICANO BENE RAZZOLANO MALE
    Deputati Senatori vi rode il sol pensiero vi addolora lasciare le aragoste, la carbonara, rigatoni, il thè, le ostriche, l'onore, di sculettar per i corridoi saloni immensi senza mai che uno di voi Senatori Deputati pronunciasse che bellezza che Arte navigare nei meandri dei palazzi ITALIANI.

    Fortunati molti di voi osate fare il mestiere del linguacciuto, ricevendo anche il contributo per diffondere il non sapere: L'ignoranza, siamo arrivati alla lotta per il potere e per il vile denaro, mascalzoni, mi sia permesso bene avete eliminato le tessere per sevizi pubblici gli anziani gli invalidi e chi ne abbia il diritto.

    Bersani non devi fare il bello cecè 2 legislazioni per i deputati bravi, sono senza dubbio più che sufficienti, possibile parlate per ore non sapete concludere niente di interessante di stupidaggini ne sparate bidoni pieni fatela finita abbiate il coraggio.

    Subentrando il governo di Tecnici Teorici con problemi di fondo, dopo le vostre grandi imprese sperando che costoro possessori di laurea agiscano con sapienza umiltà capacità, avete una grande mancanza senza la quale non potrete mai indovinarne la giusta via, la causa è non credere……….La ( PRATICA ) Guglielmo 16102012

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