Confindustria: recessione finita, ma economia ancora ferma COMMENTA  

Confindustria: recessione finita, ma economia ancora ferma COMMENTA  

È stato reso noto il rapporto del Centro Studi di Confindustria per il corrente mese di giugno.

Il documento contiene notizie buone e notizie cattive, indicazioni scontate e altre che, con un po’ di esagerazione, si possono definire inaspettate.


Le buone notizie riguardano lo stato dell’economia: la recessione, si dice, è terminata.

Ma non passa molto per avere le notizie cattive, perché il filo logico che suggerirebbe che, terminato il ciclo recessivo, dovrebbe iniziare quello di ripresa, viene subito spezzato.


Di ripresa non si può parlare: al massimo, si può parlare di un principio di lenta e modesta crescita. Rialzo del Pil attorno all’1% per questo biennio (+0.8% nel 2015, poco meglio, +1.4%, l’anno prossimo), molto contenuto, impercettibile, verrebbe da dire, per i più, sebbene migliore rispetto alle precedenti previsioni. In ogni caso, “anche con le attuali previsioni l’Italia non tornerà ai livelli di Pil del 2007 prima del 2023”.


Scontata l’indicazione di favorire lo sviluppo del Meridione, politica che i governi italiani seguono da decenni, senza mai riuscire a trovare la ricetta giusta. Discorsi già sentiti, senza che ciò significhi che non siano corretti.

L'articolo prosegue subito dopo


Sorprende invece (per via del pulpito dal quale viene proclamata), quella che è definita la vera soluzione per la ripresa economica. Secondo il rapporto di Confindustria, infatti, occorrerebbe un “miglioramento della distribuzione del reddito, funzionale e personale”.

Anche qui: discorsi già sentiti. Solo che a farli, non era Confindustria.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*