Confronto tv, Berlusconi sfida Bersani in singolar tenzone. Monti: «Tutti insieme sarebbe una prova di democrazia»

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Confronto tv, Berlusconi sfida Bersani in singolar tenzone. Monti: «Tutti insieme sarebbe una prova di democrazia»

Da un confronto televisivo Silvio Berlusconi non si tira mai indietro, ma se deve essere battaglia (elettorale) sugli schermi, il Cavaliere vuole scegliere l’avversario che affronterà in singolar tenzone. Niente ammucchiate di candidati, stile primarie del Pd, ma un sano e tradizionale testa a testa. L’avversario sarà quello solito, la sinistra, incarnata quest’anno dal Pier Luigi Bersani.

«Un confronto tv l’ho sempre accettato con chiunque, tanto è vero che talvolta ho avuto addirittura sei contraddittori. In questo caso però avrebbe senso che vadano solo gli unici due che hanno possibilità di vincere» ha annunciato questa mattina ai microfoni di Rtl

Lo snobismo del leader Pdl trova motivazione nell’opinione espressa da Berlusconi sugli altri due candidati “pesanti”: Monti «è disperato perché molto probabilmente non raggiungerà il 10% dei voti e quindi resterà fuori dal Parlamento con Casini e Fini», mentre per Grillo arriva il giudizio più caustico: «é un fenomeno da baraccone che però sottrae voti ai moderati e fa vincere la sinistra».

Forse rischierà di non avere grande peso in Parlamento, ma al premier e leader di Scelta Civica, Mario Monti, l’idea di un confronto televisivo piaceva molto, attribuendo ai suoi rivali l’avversione per il confronto faccia a faccia: «Non riesco a snidarli in un dibattito aperto e leale» sono le testuali parole riportate da Sky Tg24.

Su Rainews, infatti, il Presidente del Consiglio ha avanzato l’idea di un confronto televisivo: «Sarebbe possibile per tutti noi parlare e fantasticare meno se ci fosse un confronto serrato davanti agli italiani che devono votarci.

Sarebbe segno di una democrazia matura». Il pericolo dell’assenza di un contraddittorio reale, continua Monti, consiste nell’involuzione «verso una democrazia senile e immatura».

Pericolo che appare molto verosimile in una campagna elettorale dove il più giovane dei candidati premier più importanti, Bersani, è del ’51, mentre gli altri due, Berlusconi (’36) e Monti del (’43), sono già entrati nella settima decade.

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