Guerra civile in Congo: i ribelli di “the Terminator” Ntaganda conquistano Goma

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Guerra civile in Congo: i ribelli di “the Terminator” Ntaganda conquistano Goma

La Repubblica Democratica del Congo, gigante fragile dell’Africa equatoriale, vive in questi giorni una svolta nella guerra che oppone da qualche mese l’esercito regolare ai ribelli del movimento M23. La zona contesa è la provincia orientale di Kivu, molto ricca di materie prime pregiate, tra cui gas naturali e diamanti, e da tempo centro di fortissime tensioni, alimentate dalle continue interferenze da parte del vicino Rwanda. La regione è da anni sede della più grande operazione ONU di peacekeeping, ma ciò non è valso finora a trovare una soluzione duratura ad uno stato di cronica instabilità politico-militare.

Ieri le truppe ribelli, capeggiate dal sanguinario Bosco “the Terminator” Ntaganda, hanno preso possesso di Goma, la maggiore città della regione, con quasi un milione di abitanti. Proprio l’alta densità di popolazione del centro urbano ha dissuaso l’esercito regolare di Kinshasa ad opporre una strenua resistenza all’avanzata dei ribelli, così da evitare l’uccisione di numerosi civili.

Lo stesso motivo è alla base dell’atteggiamento neutrale mantenuto dalle truppe ONU di stanza in città.

Ora l’M23 si trova in una posizione di forza e non sembra intenzionato a scendere a patti col governo congolese. Arringando la folla riunita nello stadio di Goma, il portavoce del gruppo, il colonello Vianney Kazarama, ha anzi annunciato l’intenzione di marciare direttamente alla conquista della capitale Kinshasha, che sorge sulla sponda del fiume Congo/Zaire a centinaia di km di distanza.

La comunità internazionale segue con preoccupazione l’evolversi della vicenda. I ribelli congolesi si sono infatti macchiati in passato di atroci crimini di guerra, in un crescendo di efferata violenza che purtroppo non è nuovo nella regione dei Grandi Laghi africani. In particolare vi sono pressioni affinché il Rwanda, da molti ritenuto il manovratore occulto dell’M23, getti la maschera e intervenga a fermare le violenze, avviando contatti diplomatici diretti con Kinshasha.

Proprio per questo suo ruolo controverso il governo di Kigali ha visto messo in discussione il suo accesso al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, per il quale sarebbe di turno a partire da gennaio 2013.

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