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Il Congresso USA vota no all’accoglienza di profughi siriani e iracheni

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Il Congresso USA vota no all’accoglienza di profughi siriani e iracheni

La Camera degli Stati Uniti d’America ha deciso di votare a favore del disegno di legge per il blocco dell’ingresso dei rifugiati siriani e iracheni sul suolo americano.

Si tratta – non c’è alcun dubbio – di una pesante sconfitta per l’amministrazione dell’attuale presidente USA Barack Obama, che si era esposto in prima persona per invitare i deputati a votare per l’accoglienza e che ha dovuto incassare il parere negativo anche di una parte dei parlamentari del partito democratico. Sono stati infatti 289 i voti a favore del blocco all’accoglienza, contro i soli 137 contrari, frutto di un Congresso a maggioranza repubblicana e, appunto, della posizione che diversi deputati democratici hanno deciso di assumere sulla questione. Sono settimane che il dibattito interno si infiamma sulla questione dell’accoglienza ai profughi siriani e iracheni. Molti governatori si sono già dichiarati contrari ad ospitare i migranti e il dibattito anima anche la campagna elettorale per la Casa Bianca.

Il team del repubblicano Ben Carson, ad esempio, ha diffuso la scorsa settimana un manifesto – slogan in cui richiamava il proprio no all’accoglienza (stampato su un cartina degli USA in cui diversi confini di stati sono sbagliati, ma questo è un altro discorso). L’altro candidato repubblicano, il super miliardario Donald Trump, è il più duro sull’argomento immigrazione, dal momento che vorrebbe espellere dal paese gli 11 milioni di clandestini, perciò la possibilità di nuovi ingressi è fuori discussione.

Dalla Casa Bianca, il commento è stato che il voto espresso dal Congresso non produce alcun miglioramento nell’ambito della sicurezza dei cittadini, perché le procedure per l’identificazione dei rifugiati sono già molto rigorose. Per contro, diversi parlamentari (sia repubblicani, sia democratici) hanno espresso grande preoccupazione per la possibilità di concedere l’ingresso negli USA senza visto ai cittadini di molti paesi europei.

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