Conoscere la realtà locale delle Case circondariali per poter meglio intervenire COMMENTA  

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carcerecuneoGiornata di visite istituzionali, quella di venerdì 3 gennaio, per il deputato del Pd Mino Taricco: il parlamentare cuneese si è infatti recato, durante la mattinata, alla Casa circondariale di Cuneo. Un’iniziativa, questa, che Taricco ha voluto compiere allo scopo di approfondire la conoscenza della realtà carceraria locale in vista dell’ormai prossima discussione parlamentare per la conversione in legge del decreto del governo in materia penitenziaria. Durante la visita, il deputato ha così avuto modo di osservare l’organizzazione complessiva del carcere: da un lato, ha visionato le strutture in cui risiedono i detenuti e si è a lungo confrontato con il personale di Polizia penitenziaria in esso operante, dall’altro è entrato a contatto con le attività di istruzione e formazione professionale promosse dalla struttura e riservate ai medesimi detenuti.

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“Ho deciso di recarmi personalmente alla Casa circondariale di Cuneo, così come in precedenza avevo visitato anche quelle di Fossano e Saluzzo, – afferma Taricco – perché ritengo che il migliore strumento possibile per intervenire a livello politico sulle varie realtà territoriali, di cui le istituzioni carcerarie fanno parte, sia rappresentato da una loro conoscenza diretta. Durante la mia visita ho avuto comunque modo di osservare da vicino un’istituzione che, nonostante il periodo di difficoltà, crisi e carenza di personale, si è dotata della chiara volontà di affrontare in maniera propositiva il proprio compito: lo dimostrano le numerose attività in grado di organizzare proficuamente il percorso di detenzione e reinserimento sociale dei carcerati. Nelle prossime settimane porterò con me queste informazioni e questa esperienza al fine di partecipare e di contribuire, per quanto mi sarà possibile, al miglioramento e alla definizione di norme che vogliamo possano migliorare e meglio finalizzare l’attività di questi istituti”.

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Il testo del decreto legge in questione, contenente numerose misure in materia detentiva, è stato infatti approvato dal Governo lo scorso 17 dicembre, e approderà in Parlamento nelle prossime settimane per la discussione intorno ai suoi contenuti e alla definitiva conversione in legge.

“E’ assolutamente necessario – conclude Taricco ritornando sul tema – che quando si affrontano percorsi di riforma che riguardano settori delicati quali quello della giustizia e della detenzione carceraria si abbiano chiari gli obiettivi finali e la posta in gioco legata alle singole scelte, per evitare che approcci semplicistici e forse affrettati e superficiali risolvano alcuni problemi creandone però altri. Quando parliamo di riforme necessarie, credo dobbiamo avere consapevolezza che queste dovrebbero essere capaci di durare nel tempo, non muovendosi quindi soltanto in logica di urgenza e di straordinarietà. Se riformiamo, dobbiamo fare riforme buone e non soltanto in fretta. Per questo ho voluto osservare da vicino la realtà delle carceri locali e confrontarmi con chi opera al suo interno”.

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