Consigliere leghista: “donne pagate meno perchè amano stare a casa” COMMENTA  

Consigliere leghista: “donne pagate meno perchè amano stare a casa” COMMENTA  

Consigliere leghista: "donne pagate meno perchè amano stare a casa"

Polemica per le parole sessiste del capogruppo leghista Massimiliano Romeo durante un dibattito al Consiglio regionale.

È subito polemica in Lombardia dopo le parole estremamente sessiste pronunciate dal capogruppo leghista Massimiliano Romeo durante un dibattito al Consiglio regionale riguardo l’approvazione di alcune norme per la parità di genere nei consigli di amministrazione.

L’uomo ha esordito con le sue folli dichiarazioni come: “La disparità di genere nei Cda non dipende dalla discriminazione, ma dal fatto che spesso gli uomini rispondono sì, mentre molte donne preferiscono restare a casa e occuparsi dei figli”. Poi è sprofondato ulteriormente nelle sabbie mobili, quasi fino a soffocare affermando: “Gli stipendi degli uomini sono più alti perché fanno più straordinari, le donne invece preferiscono stare a casa con i figli. Diciamo le cose come stanno. Per esempio mia moglie è una che preferisce stare a casa”.
Eccola qui, espressa in due minuti, la vera ideologia gender, la vera ignoranza che regna sovrana in Italia, la reale incapacità di comprendere gli eventi, di comprendere la società e di avere una mentalità aperta e giusta. Siamo dinnanzi a un qualcuno che teorizza che il successo lavorativo e gli stipendi più altri sono il frutto di un presunto ( e non fondato) diritto legato al sesso di nascita in una assoluta negazione di come sia attribuibile ad un fattore culturale il fatto che la donna venga spesso costretta a sacrificare la propria carriera perché una mentalità maschilista e retrograda relega solo a lei il compito di occuparsi della casa e dei figli mentre il marito può ricorrere i suoi sogni. Qui siamo proprio fuori dal mondo!
Dinnanzi ad una simile presa di posizione, immediate sono state le polemiche giunte sia dai banchi della maggioranza che dell’opposizione. Ad esempio la sua collega Daniela Martinazzoli non non ha esitato un attimo a rinfacciargli che “tirare su figli non è come allevare caprette”. Silvana Carcano del M5S ha preferito invece parlare di una “mentalità maschilista da medioevo”, così come Chiara Cremonesi del Sel che ha aggiunto: “Vorremmo ricordare alla Lega e al suo capogruppo che lavorare meno e avere retribuzioni inferiori è tutt’altro che una libera scelta delle donne”.

La più pacata, ma non taciturna, è stata la consigliera Pd Laura Barzaghi: “Affermazioni ottocentesche”, le ha definite. Le più agguerrite invece  le consigliere pentastellate, che hanno anche steso il bucato nell’Aula!!! A scatenare il caos sono state le parole del capogruppo della Lega Massimiliano Romeo, per il quale “la disparità tra uomo e donna nello stipendio non dipende da norme, ma dagli straordinari, perché gli uomini dicono sì, mentre le donne preferiscono stare con i figli”.

Ovviamente la seduta è stata sospesa per qualche minuto e e sono fioccate le critiche per Romeo anche dalle colleghe del suo stesso partito.  Da parte sua il capogruppo del Carroccio ha provato a spiegare il senso del suo intervento. “Una mamma ha pari dignità di una manager e se una donna preferisce occuparsi dei figli anziché fare straordinari, non si deve parlare di colpa ma di libera scelta che va rispettata”.  La querelle non ha comunque ostacolato la legge che prevede la parità di genere per almeno un terzo dei rappresentati nei cda delle società regionali. Il testo è passato con il voto dello stesso Romeo e quasi all’unanimità: solo due astensioni, entrambe da parte di consigliere donne.


 

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Mamma, laureata, scrittrice incallita, ambientalista da una vita, esperta in Pnl, in comunicazione di massa e nel benessere emotivo. Maremmana per amore di questa terra tanto rigogliosa, fiorentina di nascita e di formazione. Blogger e redattrice on line, attualmente studentessa in Seo Web Marketing Specialist.

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